La contestazione a Cairo proseguirà ad oltranza:"Con questo presidente il Toro muore definitivamente" - IL TORO SIAMO NOI
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La contestazione a Cairo proseguirà ad oltranza:"Con questo presidente il Toro muore definitivamente" - IL TORO SIAMO NOI
La contestazione a Cairo proseguirà ad oltranza:"Con questo presidente il Toro muore definitivamente" - IL TORO SIAMO NOI
La contestazione a Cairo proseguirà ad oltranza:"Con questo presidente il Toro muore definitivamente" - IL TORO SIAMO NOI

La contestazione a Cairo proseguirà ad oltranza:”Con questo presidente il Toro muore definitivamente”

Chi pensa ad uno sfogo passeggero da parte di una tifoseria frustrata dai recenti risultati si sbaglia. I supporters granata autori della contestazione sono intenzionati a proseguire nella loro protesta fino a quando Urbano Cairo non venderà la società.I tifosi hanno spiegato: “Lo stadio non è di proprietà, il Filadelfia non è di proprietà, il Robaldo sembra la foresta Amazzonica, neanche la sede è di proprietà. Il signor Cairo non ha di proprietà nulla. D’ora in poi lo contesteremo finché non avrà via”. “Non siamo un gruppo, siamo semplici tifosi che vogliono bene al Toro – hanno continuato gli organizzatori – il fatto che questo flash mob sia stato il giorno del derby è casuale. Ringraziamo chi ha avuto il piacere di uscire di casa e venire qui a socializzare con belle gente, per bella gente intendo tifosi veri, puliti, che hanno come obiettivo il bene del Toro”

“Il Toro sono 15 anni che lo vediamo sempre più sbiadito, siamo certi che in mano alla gestione Cairo può solo peggiorare e arrivare alla sua morte definitiva. Ci sentiamo sequestrati da questa società perché non ha mai portato a nulla di buono. Noi abbiamo orgoglio, siamo un bel popolo che farà di tutto per mandarlo via. E lo manderemo via. La nostra idea è quella di continuare a oltranza per dimostrare a eventuali potenziali acquirenti che c’è una tifoseria sana, che ama il Toro, che è disposta a fare sacrifici ma con una proposta seria, non con prese in giro. Basta parole, vogliamo fatti”.