Velocità,possesso e pressione: le caratteristiche del gioco di Vanoli - IL TORO SIAMO NOI
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Velocità,possesso e pressione: le caratteristiche del gioco di Vanoli

Non è ancora ufficiale ma lo sarà a breve. Come gioca l’attuale tecnico del Venezia e quali idee porterà al Toro?

Vanoli non è più un ragazzino, visto che è nato nel 1972, e ha terminato la sua carriera da calciatore a 35 anni, dopo aver giocato con Venezia, Verona, Parma, Fiorentina, Bologna, Rangers e Vicenza, prendendosi anche la soddisfazione di vincere due Coppe Italia (una con i ducali e l’altra con i viola), una Coppa UEFA con gol in finale al Marsiglia e una Supercoppa Italiana, sempre in gialloblù.

Tra i momenti più importanti della sua storia in campo ci sono sicuramente le due presenze con la maglia dell’Italia tra 1999 e 2000, con tanto di rete all’esordio nell’amichevole con il Belgio.

Immediatamente dopo il ritiro Vanoli ha deciso di optare per la gavetta ed è stato per tre stagioni tecnico del Domegliara, club della provincia di Verona. 

Paolo Vanoli tecnico federale

Ma poi nel 2010 l’allenatore di Varese ha intrapreso una strada diversa, che lo ha portato a entrare nei ranghi federali. Il primo incarico è stato quello di vice di Daniele Zoratto sia sulla panchina dell’Italia Under-16 che su quella dell’Under-17, una coppia andata avanti fino al 2013.

In quell’anno a Vanoli viene affidata l’Under-16 da primo allenatore, con successiva promozione all’Under-16 e in contemporanea il ruolo di vice Alessandro Pane nell’Under-19, mantenuto fino 2015, anno in cui gli Azzurri in età di Primavera passano sotto la sua guida diretta.

Lo step successivo arriva nel 2016, quando Gian Piero Ventura, nuovo CT della nazionale maggiore, lo inserisce nel suo staff tecnico.

Nello stesso anno Vanoli guida l’Under-19 al secondo posto agli Europei, sconfitta solo dalla Francia di Mbappè, strafavorita per le scommesse europei, lasciando poi la panchina della squadra, per poi dire addio definitivamente all FIGC nell’estate 2017.

Vanoli tra Londra e Mosca

Ed è quello il momento della grande sliding door della sua carriera, perchè proprio nel luglio 2017 viene scelto da Antonio Conte come collaboratore tecnico al Chelsea. È proprio la collaborazione con il tecnico leccese l’esperienza che forma il Vanoli primo allenatore.

A Londra i due vincono assieme, da favoriti per le scommesse calcio, la FA Cup e quando Conte nel 2019 torna in Italia, all’Inter, porta con lui l’ex difensore.

In nerazzurro arriva lo scudetto nel 2021, ma quando Conte decide di andarsene da vincitore, l’intero staff, Vanoli compreso, lascia con lui. A quel punto, però, il tecnico varesino capisce che è il momento di mettersi in proprio.

A offrirgli la prima panchina è lo Spartak Mosca, che nel dicembre 2021 lo chiama per sostituire il portoghese Rui Vitoria.

L’esperienza russa è breve, visti anche i problemi geopolitici che entrano in gioco nel febbraio 2022, ma vincente. Con il club della capitale Vanoli porta a casa, in un derby di Mosca,, la Coppa di Russia in quella che è la sua prima stagione da primo allenatore tra i professionisti: in finale, l’olandese Quincy Promes segna il punto del 2-1, decisivo per il trofeo e le relative scommesse sportive!

Paolo Vanoli artefice dell’impresa Venezia

Tornato in patria, nel novembre 2022 viene chiamato dal Venezia per sostituire Andrea Soncin. I lagunari sono partiti male nel campionato di Serie B, ma l’approdo di Vanoli è una scossa per l’intera squadra che abbondona presto l’ultimo posto in classifica.

Anzi, nelle 26 partite rimanenti il Venezia fa così bene da conquistarsi un posto per i play-off, e viene eliminati dal Cagliari al primo turno della post-season. Ma l’impronta del tecnico comincia a vedersi eccome e il Venezia si presenta al campionato di B 2023/24 come una delle favorite per la promozione.

Alla fine gli arancioneroverdi non accedono direttamente alla Serie A, ma si qualificano ai play-off come terza forza del campionato e arrivano alla finale in cui battono la Cremonese e ritornano nella massima categoria dopo due anni.
 
Le ottime prestazioni sia in Russia che in laguna hanno fatto sì che il nome di Vanoli sia diventato spendibile per la panchina di alcune squadre di Serie A, indipendentemente da come finirà l’esperienza a Venezia.

Come giocano le squadre di Vanoli

Da buon allievo di Conte, l’allenatore dei veneti è molto legato al 3-5-2. Ai tempi dello Spartak lo declinava in maniera più offensiva, con un 3-4-2-1, mentre al Pierluigi Penzo ha preferito utilizzare una doppia punta e una mediana più folta.

All’inizio della stagione in corso ha anche provato a cambiare tipologia di gioco, con un 4-3-3 che diventava un 4-3-2-1, salvo però tornare sui suoi passi e scegliere difesa a tre e centrocampo a cinque sia per la parte finale del campionato e per i match giocati nei play-off.

Vanoli erede perfetto di Juric

Come ci si può attendere da chi ha “studiato” con il tecnico leccese, c’è parecchio focus sull’aggressività quando la squadra non è in possesso e un attacco a due punte, con un bomber designato, che nel caso del Venezia è il fenomenale attaccante scandinavo Joel Pohjanpalo e un compagno di reparto scelto all’occorrenza.

A volte accanto al finlandese ha giocato una seconda punta vera e propria come Nicholas Pierini, figlio d’arte, o un altro centravanti con caratteristiche diverse, come nel caso di Christian Gytkjaer.

Vanoli è pronto per un meritatissimo esordio in Serie A; un tecnico, appunto, che ha fatto una lunga gavetta da numero due prima di scoprirsi numero uno!

Come temperamento ed idee di gioco sembra perfetto per rimpiazzare Juric.

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