Sirigu non si nasconde:”Non eravamo pronti per Giampaolo,fatti tanti errori”

“Forse era subentrata la paura di retrocedere. Ci sono varie componenti e dovremo analizzarle, metabolizzare e ripartire, cosa che non è successa l’anno scorso per vari motivi”. Salvatore Sirigu commenta così la salvezza ottenuta dal Torino a 90 minuti dal termine della stagione. “Per me è innegabile quando il Torino si deve salvare a una giornata dalla fine, significa che qualcosa è andato storto e devi capire come migliorare“. Il portiere individua un momento preciso in cui è iniziata la crisi granata: “Tutto è iniziato con la sconfitta in casa per 7-0 contro l’Atalanta (25 gennaio 2020, ndr). Da quel momento entrare in campo è stato diverso, non vuoi prendere gol e ti subentra la paura nelle gambe. Non reagivamo ed è quello che ha portato all’esonero Mazzari. Prima entravamo in campo con un atteggiamento diverso. Poi è arrivata la pandemia e quando il campionato è ricominciato abbiamo capito che dovevamo salvarci”.

Il portiere del Torino ripercorre anche l’esperienza con Giampaolo in panchina: “Ho molta stima di Giampaolo come allenatore, ma in quel momento non eravamo pronti per un profilo come il suo. In quel periodo eravamo una squadra convalescente, che aveva bisogno di essere curata dalle sue paturnie – ammette Sirigu -. Giocavamo ripartendo in contropiede e sviluppando il gioco in maniera diretta, più che costruttiva. Occorreva lavorare sulla testa. Quando i risultati non arrivano, inizi a farti tante domande. La prima parte di stagione è stata molto difficile e ci siamo resi conto che dovevamo semplificarci come squadra, pensare da piccola”. Missione “non facile quando hai tanti giocatori di qualità, che però non sanno come ci si salva in Serie A. Ci si salva capendo il momento e la partita che vai ad affrontare. In questo quest’anno siamo mancati clamorosamente”.