Il virologo:”UEFA capisce che non si può più giocare”

La UEFA, attraverso il suo presidente Ceferin ha attaccato la decisione (ancora non definitiva) della Federcalcio belga di chiudere la Jupiler Pro League a causa dell’emergenza coronavirus, ‘minacciando’ l’esclusione delle squadre dalle competizioni europee. Allo stesso tempo, però, ha scelto come consigliere Marc Van Ranst, legato alla stessa federazione fiamminga e che ha spinto per la sospensione del massimo campionato belga.



Ai microfoni di ‘Het Nieuwsblad’, proprio il virologo belga ha rilasciato dichiarazioni ‘esplosive’. A partire da questa: “La UEFA sta iniziando a capire che non è più possibile tornare a giocare in questa stagione.

Nessuno può incolpare i club belgi per aver deciso di abbandonare la stagione – ha poi aggiunto tornando sulla decisione di chiudere l’annata (a turno dalla fine, playoff esclusi) da parte della Federcalcio belga – La Pro League ha capito che ci vorrebbero almeno tre-quattro settimane di allenamento prima di poter tornare a giocare, che quindi non è realistico poter portare a termine le competizioni”.



In chiusura, Van Ranst ha specificato: “Come si può parlare della riduzione delle misure e del ritorno a giocare se non sappiamo nemmeno se siamo al culmine del primo picco? Il calcio è la questione secondaria più importante del mondo e ne parliamo con i dieci specialisti, che determinano la strategia di uscita, però dobbiamo essere onesti: eventi di massa come partite di calcio o concerti musicali saranno tra le ultime cose a ricevere il permesso dai governi”.





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