Il Torino ed altre 3 di A non hanno ancora pagato lo stipendio di febbraio


L’edizione odierna di Repubblica, nell’analizzare la presa di posizione della Juventus in merito alla decurtazione degli stipendi dei giocatori, sottolinea come 4 squadre di Serie A, al momento, abbiano tenuto una posizione strategica agli antipodi:

“Ma se la Juventus si è mossa in largo anticipo e il mondo del calcioitaliano discute la possibilità di ridurre gli ingaggi, ci sono i calciatori di Sampdoria, Genoa, Torino e Napoli che non hanno ancora ricevuto gli stipendi di febbraio, quando il campionato era ancora in pieno svolgimento”, evidenzia Repubblica che prova a spiegare la motivazione dietro a tale scelta: “La condotta delle società ha due possibili spiegazioni: la prima, voler conservare liquidità in un momento d’incertezza. La seconda, più politica, è arrivare al tavolo dei negoziati con una maggiore forza contrattuale”.

DOMANI RIUNIONE – Nella giornata di lunedì è prevista infatti una riunione importante tra Federcalcio, Lega Serie A e AIC per discutere sul congelamento degli stipendi del mese di marzo: in caso di ripresa a maggio o giugno, ci sarà un taglio agli stipendi, mentre è probabile che la discussione sarà più accesa in caso di blocco definitivo di campionati e Coppe. Nel caso estremo che ad oggi tuttavia non è da escludere, la Lega Serie A ha già steso due bozze in merito alla rimodulazione dei pagamenti:

“La prima prevede riduzioni progressive: sotto i 100mila euro lordi, stipendio pieno. Sopra il milione e mezzo, taglio del trenta per cento. La seconda opzione, valutata anche dalla Ligue 1 francese, è il taglio per tutti del cinquanta per cento. L’Aic è orientata ad accettare una riduzione massima di una mensilità e mezza. In caso di stallo, i club potrebbero chiedere al governo un provvedimento che certifichi lo stato di crisi del calcio“, chiosa Repubblica.

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