Il pensiero di un tifoso:”Ritrovare orgoglio e compattezza”


Buongiorno a voi e a tutti i fratelli di fede e dal cuore granata. Dato il momento di gran confusione in casa granata volevo esprimere il mio pensiero, che senza peccare di presunzione, penso rappresenti tanti fratelli granata che hanno, forse fin troppo, a cuore le sorti del TORINO FC e di cosa quella maglia rappresenta. Partiamo dal fatto che io tra alti e bassi fino all’anno scorso/due anni fa, comunque con un po’ di ottimismo, vedevo all’orizzonte un progetto, stavamo acquisendo il Robaldo, raggruppando tutte le squadre giovanili, il Filadelfia aveva preso forma e sarebbe bastato poco per completarlo, la primavera girava forte e il Torino FC iniziava ad essere ambito da tanti giocatori e quasi più nessuno voleva andarsene a tutti i costi, anzi, bella rosa di proprietà con una punta e un portiere da top club; tutto pareva dovesse crescere e mettersi sui binari che ormai da anni percorre la tanto citata ed elogiata da tutti Atalanta.

Purtroppo invece sia due anni fa, ma soprattutto l’anno scorso, dopo la qualificazione in Europa league a discapito del Milan, e dopo un girone di ritorno tanto bello quanto inaspettato beh il presidente cosa fa, decide di nn investire, di prendere all’ultimo giorno giocatori non funzionali davvero alla squadra e ad un progetto di crescita, prendere verdi a quel prezzo quando in rosa hai già iago/millico/edera/Berenguer non ha senso, serviva altro, sicuramente un centrocampista di spessore, anche due, ma comunque a parte il discorso tecnico quello che davvero ha lasciato tutti davvero di stucco sono altre situazioni. Clamorosa gestione del DS con bava promosso e di fatto già bruciato, perché per quanto grande conoscitore del calcio giovanile (i risultati parlano per lui) non era sicuramente ne pronto ne magari troppo convinto di fare questo salto, fungendo da parafulmine in una situazione del genere. Troppo grave buttare alle ortiche una possibile qualificazione e partecipazione alla Europa League decidendo di provare tanto per, con una squadra che per quanto forte comunque aveva ancora delle lacune, il problema non è il non riuscirci ma il vedere e capire che nn ci si vuole nemmeno provare.

A noi granata, e mi permetto di parlare al plurale su questo argomento, interessa fino ad un certo punto l’aver perso in casa con squadre di bassa classifica, può capitare è il calcio, ma spiace e fa arrabbiare il fatto che non si veda davvero più un progetto di crescita che già era in fase rallentata ma che comunque si intravedeva, e invece ora ci si è resi conto tutti, finalmente compattando le fila, che continuano a mancare cose fondamentali per una squadra e una città come Torino.
Non si può nn avere la sede al Filadelfia, non può nn esserci la mensa, la forestieria per i giovani, la piscina, una palestra adeguata e la criosauna, non è possibile che i giocatori del Torino debbano andare in palestre private per avere determinati servizi, così come nn può esistere che i giocatori non mangino tutti insieme in una mensa e sala comune. Manca tutta la parte di comunicazione, che giuro mi metterei a fare io come tanti altri fratelli granata anche a titolo gratuito, com’è possibile che non si dica nulla sullo stato del Robaldo, il comune si mette di traverso, bene lo si dica, si spieghino i perché dei ritardi e si faccia vedere che i primi a tenerci sono i dirigenti (?Comi, Barile, Bava ?) e il presidente, invece pare un fastidio anche quello. Non si può non avere il Museo storico che diventerebbe un’attrazione anche per tutti i turisti in città all’interno del Filadelfia, e basterebbe davvero poco a livello economico per avere uno stadio con schermi funzionanti, seggiolini granata e un restyling esterno, non si può avere un campo come quello avuto da agosto fino a ieri, ma neanche in lega pro. Queste sono le cose che fanno diminuire la passione, la partecipazione e la voglia di persone che per il Toro hanno sacrificato tempo soldi e parte della propria vita.
Mettere un budget 15/20 milioni per completare sistemare e far crescere un progetto sarebbe davvero ciò che la gente granata si aspetterebbe per continuare o forse cominciare davvero a credere che al presidente interessi davvero del Torino e dei suoi tifosi.

La sede del Torino FC 1906 non può essere a Milano, non può, e al momento sappiamo tutti che è così, quella finta a Torino fa vergognare e ci rende davvero ridicoli agli occhi dell’Italia e del mondo ogni qualvolta si presenta qualche giocatore e vengono fatte due foto. La cosa che più mi fa strano è come Cairo non riesca a capire come un club gestito bene, con attenzione al marketing ai tifosi ai social ai bambini per farli diventare e rimanere granata, alle famiglie, a tutte le iniziative possibili per rendere Torino sempre più granata come è sempre stato, beh siano solo dei volani per avere un club più ricco, sano, appetibile e corteggiato, la pubblicità è l’anima del commercio e meglio di Cairo non dovrebbe saperlo nessuno, a noi basterebbe davvero poco sia a livello economico che di gesti.

Tralasciando la società invece e parlando di mister e giocatori, io penso che WM ormai a Torino abbia finito, è sicuramente un brav’uomo e un gran lavoratore, ne sono convinto, ma ha un’idea di calcio ormai superata e una dialettica che nn l’aiuta affatto nei giorni nostri dove la comunicazione è tutto, non punta sui giovani e cerca sempre scuse, penso la sua carriera ormai sia in discesa. Il gruppo tra alti e bassi si è sempre impegnato, con i propri limiti a volte e con prestazioni davvero scadenti altre, e la disaffezione si è creata per tutto il contorno e nn per loro..anche il tenere sempre la squadra isolata nn aiuta il clima ovviamente.

Chiudo questo lungo sfogo, parlando di quanto purtroppo accaduto in primavera e di come la situazione sia stata gestita, malissimo, dalla società in termini di azioni a tutela dei tifosi e comunicazione con i media e con i tifosi stessi, davvero tutto troppo brutto e mal fatto per essere vero. Questo per quanto ovviamente abbia fatto male e colpito tantissima gente che non lo meritava e che non ha fatto nulla, ha almeno riavvicinato e ricompattato una tifoseria che mai come ora ha bisogno di tornare una grande famiglia granata come una volta, tutti uniti e compatti come un pugno, solo per il Toro, abbiamo bisogno di chi ci unisca e la smetta di dividerci.
Scusate se mi sono dilungato troppo ma purtroppo come sapete bene tutti voi che leggendo siete arrivati fino qui,
questa è una malattia che non va più via…
Un abbraccio granata a tutti i fratelli di fede, con l’augurio che questo 2020 e questo nuovo decennio alle porti ci riesca a ridare unità orgoglio e compattezza, il Torino siamo Noi, non dimentichiamolo mai.

Daniele
Torino Tifa Toro

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