La Stampa:Il campo è penoso,spetta alla società la cura


Qualche rimbalzo sballato, molti passaggi frenati o fuori misura. Il terreno del Grande Torino va così: male, malissimo per i giocatori e l’allenatore del Toro. Nello spogliatoio granata se ne parlava da tempo e, da tempo, si invocava una soluzione. Poi, l’uscita di Salvatore Sirigu, portiere (quasi) insuperabile, ha dato il via al coro: «Il campo ci penalizza. Io – così Sirigu – incrocio le dita augurandomi che ogni tiro non prenda effetti o traiettorie particolari per colpa del terreno da gioco».

Da Sirigu a Belotti, la palla avvelenata resta la stessa. «Ha ragione Salvatore (Sirigu, ndr), giocare in casa ci penalizza per colpa del manto erboso», sottolinea il capitano del Toro. E, ultima della serie, arriva la voce del tecnico Walter Mazzarri: «Non puntiamo l’indice nei confronti di chi sbaglia di più. Domenica pomeriggio contro il Bologna – racconta l’allenatore – i ragazzi hanno fatto quello che gli ho chiesto, a volte non ci sono riusciti perché in queste condizioni è difficile mandare il pallone dove si vorrebbe».



Il principale destinatario delle lamentele di giocatori e tecnico in realtà dovrebbe essere il loro datore di lavoro. La cura del campo dell’Olimpico Grande Torino è infatti demandata al club granata secondo il rigido contratto che disciplina fino al 2025 l’utilizzo dello stadio di proprietà del Comune. La convenzione stipulata nell’estate del 2015 tra la Città e il Toro – dopo un lungo braccio di ferro sui costi e sulle clausole – non lascia spazio a equivoci. Alla Città spetta la manutenzione straordinaria dell’impianto, vale a dire i lavori strutturali. Gli ultimi due interventi sono stati appaltati nel 2015 (97 mila euro) e nel 2017 (177 mila euro). Al club compete invece la manutenzione straordinaria nella quale rientra, come scritto nella convenzione firmata cinque anni fa, «la corretta manutenzione del manto erboso», comprese le «rizollature di zone limitate».

Dello stato del campo dovrebbe quindi occuparsi il club, che lo fa attraverso Semana, ditta con sede a Torino specializzata nella costruzione e manutenzione di opere civili, industriali e impianti sportivi. Semana ha realizzato, per fare un esempio, lo Juventus Training e Media Center alla Continassa, gestisce Mondo Juve a Vinovo e ha lavorato anche allo stadio di Marassi di Genova. Dunque è un’azienda quotata e con una robusta esperienza.

Eppure il campo è in condizioni critiche. Rimbalzi sballati e tocchi senza il giro giusto. Il Grande Torino va così perché al Grande Torino si è giocato fin troppo. O, meglio, troppi sono stati fino ad ora gli allenamenti. Il peccato originale nasce al tempo dei preliminari per entrare in Europa League, missione poi fallita: il Toro è stato costretto a giocare d’anticipo sull’inizio della stagione e, dopo l’esodo ad Alessandria a fine luglio, ecco le prime uscite già ad agosto in casa. Il resto lo ha fatto quello stress in più a cui è stato sottoposto il campo, frutto di numerosi allenamenti programmati allo stadio e non al Filadelfia durante la settimana.

In queste condizioni il campo non rifiata quanto dovrebbe, e anche eventuali interventi di manutenzione non hanno il tempo di attecchire. Servirebbe una pausa, che in effetti c’è stata: lo stadio è rimasto inutilizzato per diciotto giorni, tra la clamorosa sconfitta in campionato contro la Spal, il 21 dicembre, e il match di Coppa Italia vinto ai rigori contro il Genoa giovedì scorso. Un tempo utile per sistemare il prato. Oltre due settimane in cui, tuttavia, non sembrano essere stati eseguiti lavori.

Né si può imputare l’attuale situazione a eventi extra calcistici che possano aver rovinato il campo. Anche in questo caso la convenzione parla chiaro: quando la Città affitta l’Olimpico per un concerto o una manifestazione l’organizzatore è tenuto a versare una fidejussione al Torino fino a 200 mila euro a garanzia dell’obbligo di ripristinare il manto erboso. Spetta dunque a chi usa la struttura sistemarla a evento concluso. In caso contrario il club può tenersi la fidejussione e agire di propria iniziativa. Ma non è questa la ragione delle cattive condizioni dell’Olimpico: l’ultimo concerto, Biagio Antonacci e Laura Pausini, risale al 17 luglio scorso e non risultano contenziosi. Il campo è usurato per eccesso di utilizzo calcistico.

Il Toro è impegnato a correre ai ripari. Come? La corsa a cercare il materiale più adatto per la nuova rizollatura è partita e in agenda c’è un nuovo intervento non appena sarà possibile. 

Fonte La Stampa

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