Basta,la gente del Toro non merita una società così


E pensare che le sensazioni della vigilia di Walter Mazzarri erano positive. Sapeva della forza dell’Inter e del tabù sosta (una sola vittoria da quando è in sella ai granata dopo le pause), ma ciò che aveva visto a Brescia e durante le settimane di allenamenti al Filadelfia lo facevano ben sperare. Il tracollo dei suoi, invece, è iniziato dopo soli 12 minuti con la fuga di Martinez in una difesa a dir poco imbarazzante, per proseguire alla mezz’ora con il raddoppio di De Vrij (altra dormita generale) e nella ripresa con il tris di Lukaku. Una batosta che certifica dati sempre più preoccupanti: settimana sconfitta in 13 partite, 20 reti subite, il tonfo casalingo con il passivo più pesante nei quasi due anni di Toro di Mazzarri. E l’ambiente, tutto, è ormai sull’orlo di una crisi di nervi. Hanno incitato la squadra per gran parte della partita, nonostante fossero in netta inferiorità numerica rispetto ai nerazzurri, poi a 10 minuti circa dalla fine i tifosi granata hanno detto “basta”. Dalla curva Maratona, cuore pulsante del tifo, e poi via via in tutto il resto dello stadio, è partita la contestazione: dapprima verso il presidente Urbano Cairo, invitato a passare il testimone, e poi verso i giocatori, ai quali è stato chiesto di tirare fuori gli attributi. Poi, forte e chiaro, è partito un coro rivolto a Mazzarri, mandato apertamente “a quel paese”. Non viene risparmiato nessuno, la gente del Toro è stufa di una stagione che sta prendendo la piega della mediocrità. E anche in campo, il termometro è altissimo.
Il confronto tra Sirigu e Izzo non sia passato inosservato. In breve, ecco l’episodio: un giocatore nerazzurro resta a terra, il portiere vorrebbe proseguire l’azione mentre il difensore calcia fuori il pallone per permettere i soccorsi. I due discutono animatamente prima da distante, poi via via si avvicinano l’uno all’altro. Toni più che accesi, per di più davanti a oltre 20mila persone e non all’interno di uno spogliatoio, sintomo che anche all’interno della squadra si percepisce la tensione di un momento delicatissimo. E a Genova contro i rossoblù la temperatura si alzerà ancora: un’altra sfida chiave per i granata, che ormai si stanno impantanando nelle zone della classifica di chi non ha alcuna ambizione.

Una cosa chiara, è che a portare i tifosi del Torino a chiedere, di nuovo, la testa del tecnico Walter Mazzarri sono i continui risultati negativi in una stagione che al momento vede il Toro ben più vicino alla zona retrocessione che ad altro. Non è un rischio? Questo lo valuteremo con il tempo, intanto possiamo sottolineare come alla bambola costruita un anno fa non funzioni più il solito giochino che portava a gettare via punti contro le piccole recuperandoli contro chi invece doveva e poteva far paura. E’ rimasto in voga il primo dei due elementi, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, senza dimenticare che l’Inter torna a non subire il gol dopo ben sette partite. Al netto delle dichiarazioni di facciata di Cairo e Comi, quanto ancora si dovrà andare avanti con la protesta sempre più vibrante delle tifoseria?


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