Riceviamo e pubblichiamo: lettera aperta ai giocatori del Torino F.C.


Potrei rivolgermi all’allenatore, al presidente o addirittura a noi tifosi, ma dato che tra soli due giorni incombe il derby ( purtroppo ), sono costretto a farlo con voi, che scenderete in campo al ” Grande Torino “. Finora ho avuto una pazienza infinita, che non credevo nemmeno di avere, per amore di una maglia, quella Granata, indossata da gente come A. Baloncieri, V. Mazzola, L. Meroni, G. Ferrini, P. Pulici, L. Junior e chi più ne ha, più ne metta. Tutta gente che conosceva il valore della maglia che indossava, gente che ha vinto, ha perso o pareggiato, ma che usciva dal campo stremata, ma orgogliosa, perché erano coscienti del fatto di aver dato tutto quello che avevano e di conseguenza, di averla onorata. E voi, potete dire altrettanto !? Non credo, dopo l’ennesima figuraccia, andata in onda ieri sera e mi sono anche chiesto, cosa vi abbiamo fatto ? Perché avete deciso di umiliarci così, possibile che per i vostri capricci, siamo costretti a vedere questo scempio, a non dormirci la notte, a soffrire noi, quando a voi che scendete in campo non v’è n’è frega una beata minchia.

Continuiamo a tifare, in memoria di quello che è stato, ma siamo stanchi di vedere in campo undici cadaveri. Voi non sapete cosa ci costa ( non solo in termini economici ), venire sabato allo stadio, sapendo già il risultato e sperando solo che gli Dei del Calcio, possano sovvertire ogni pronostico. C’è gente come me, che viene da lontano, che ha prenotato il treno un mese prima, che pur non navigando nell’oro come voi, ha prenotato camere d’albergo, che passerà due giorni fuori casa perché ama il Toro ( quello vero ), più di ogni altra cosa al mondo. C’è gente di Torino che si sveglierà all’alba per preparare le coreografie, che nonostante non lo meritiate, vi inciterà dall’inizio alla fine, come sempre. Ed in cambio cosa vi chiediamo ? Di giocare questi 90 minuti, da uomini, oltre gli schemi disegnati su una lavagna. Di combattere su ogni pallone, come se fosse l’ultimo e se non ci fosse futuro. Di dimenticarvi, per un giorno delle vostre ” beghe da spogliatoio “. Di non pensare all’allenatore o al presidente, ma ad arrivare per primi sul pallone. Di gettare il cuore oltre l’ostacolo ed andarvelo a riprendere ( cit. G. Ferrini ). Poi, comunque vada, da domenica in poi penseremo al futuro, a chi deve o non deve sostituire Mazzarri, a parlare di Cairo e delle sue mancanze, di 3 – 5 – 2 o 4 – 3 – 3, dell’ anima de li mortacci vostra ( ops, mi è sfuggito ). Adesso c’è una battaglia da combattere ( il derby ) e non ci servono filosofi che scrivono sui social che bisogna reagire, di essere tutti uniti, etc etc.

Noi questa voglia, il tanto bistrattato ( da voi ) VECCHIO CUORE GRANATA, lo vogliamo vedere in campo, almeno quel giorno, perché, almeno per me e per quelli della mia generazione, che hanno visto il Toro di Radice e di Mondonico, le discese e i dribling di C. Sala e Gigi Lentini, i goals di Pulici e Graziani, le sfuriate di P. Bruno e i calci di R. Policano in faccia al gobbo Casiraghi, il derby varrà anche soli tre punti in più o in meno in classifica, ma non sarà mai una partita come le altre.

FVCG

S.P.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: