In cerca di coraggio


Un segnale da Walter Mazzarri: lo aspettano i tifosi ma anche la squadra. Perché andare a Udine, che non è certo il ‘Bernabeu’ e partire con una punta e mezza in campo dal primo minuto, salvo poi nel finale schierare tutta l’artiglieria quando ormai i giochi erano fatti. è un chiaro messaggio, in primis ai tuoi giocatori.

Rappresenta il famoso braccino del quale spesso è accusato Urbano Cairo, solo che questa volta il bilancio e i soldi c’entrano nulla. Significa semplicemente dire che il, progetto estivo, quello delle tre punte o del trequartista alle spalle delle due punte, per il momento può stare in soffitta. Se i risultati ti danno ragione, va anche bene. Se però non muovi la classifica, allora sono dolori. Ecco perché già domenica contro il Cagliari, ma anche tre giorni dopo a Roma, il segnale da mandare è uno solo: coraggio.

Il Torino affronta il suo momento di oggettiva difficoltà facendo quadrato attorno a Mazzarri, e raccogliendo le indicazioni della strigliata del tecnico di San Vincenzo in vista della sfida di campionato contro il Cagliari. Ovvero il peggiore cliente possibile, visto lo stato di forma eccellente dei ragazzi di Maran, ed in virtù del recupero ad altissimi livelli di un trascinatore come Nainggolan. Al di là delle dinamiche tattiche che andranno a contraddistinguere le scelte di Mazzarri, l’aspetto più importante sarà quello mentale. Per dare una risposta concreta alle critiche e per dimostrare il senso di apparenza ad un progetto ed a chi lo sta conducendo, dopo una settimana travagliata e ricca di nomi di potenziali sostituti. Ora è tempo di cambiare marcia.


COMMENTA L'ARTICOLO