Verdi e Laxalt per accendere il Toro


Mazzarri ora medita di lanciarlo dal primo minuto. Partitella al Fila per affinare i meccanismi con Belotti. L’ultimo dubbio: la forma ancora non ideale.

Verdi sì, Verdi no, Verdi forse. Intanto, però, il campo inizia a dare delle concrete indicazioni su quella che potrebbe essere la formazione anti-Milan. Sarà un undici ponderato in base a tanti fattori: la condizione dei singoli, un normale e fisiologico turnover visto l’impegno infrasettimanale e la trasferta di Parma di lunedì prossimo alle porte, ma anche la voglia spasmodica del Toro di invertire una rotta pericolosa. Contro Lecce e Sampdoria la squadra ha innegabilmente fatto un passo indietro, ora è arrivato il momento di rifarne uno in avanti. Simone Verdi, in questo senso, potrebbe essere l’eletto. L’eletto a prendere in mano un gruppo che ha bisogno di estro, fantasia e imprevedibilità: componenti che l’ex Napoli può garantire. Dal Filadelfia provengono primi indizi di titolarità contro il Milan, il club che lo ha svezzato.

Il primordiale spunto di riflessione lo ha consegnato la giornata di lunedì, con Verdi schierato in una partitella contro l’Under 18. Mazzarri lo immagina fra i titolari e ha già disseminato qualche prova anche ieri, ma si prenderà ancora la giornata di oggi per sciogliere ogni riserva. Dubbi che permangono per diversi motivi. Innanzitutto, il fantasista classe ‘92 non ha ancora i novanta minuti nelle gambe: con il Napoli ha svolto sì tutta la preparazione, evitando anche infiniti viaggi in giro per il mondo, ma a partire da metà agosto è come se la spina si fosse staccata.

Per Simone Verdi e Diego Laxalt, acquisti-chiave di casa Toro, quello di stasera non è un big match qualunque. Che lo si veda, narrativamente e immaginificamente parlando, come un bizzarro nemico da un pianeta lontano, come un potenziale artefice di distruzione dalla natura insieme umana e sovrannaturale, o come un titano intenzionato a divorare i “buoni” e seminare il panico, il rivale di serata rossonero si troverà di fronte, probabilmente già al fischio d’inizio, due protagonisti che, nel pieno solco della narrativa moderna, proprio a partire da stasera, potranno ribaltare la propria sorte. Da antieroe quella di Verdi, scartato in gioventù, e, solo dopo annate sofferte, capace, pur non senza ulteriori contraccolpi e passi indietro di risalire la china; da underdog che arriva in silenzio, alle spalle, quella di Laxalt, scaricato da casa Milan nel giro dei proverbiali quattro balletti.

L’auspicio di chi ama il Toro, naturalmente, è che, come capitato tante volte nel decennio che va a chiudersi, i vertici rossoneri si siano sbagliati di grosso, sia su Laxalt, sia su Verdi.

Al centro della difesa potrebbe esserci la conferma di Lyanco ai lati di Izzo e Bonifazi. Sulle fasce occasione per Laxalt, rischio turnover per uno tra De Silvestri o Aina mentre siederà in panchina il ristabilito Ansaldi. Nel tridente d’attacco cerca posto Verdi, può avere la meglio su Zaza, per far affiancare Belotti assieme a Berenguer. L’esterno offensivo spagnolo, infatti, favorito nel ballottaggio con Meitè, che, invece, garantirebbe maggiore copertura in mezzo al campo nel 3-5-2.


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