Il pensiero di un tifoso:”Tifoseria timorosa,senza identita’”


Fra 3 giorni saranno 3 mesi esatti dalla fine del campionato 2018/2019, il cosiddetto “campionato dei record” del Toro.
Ce lo hanno ripetuto per tutta l’estate: abbiamo disputato una stagione straordinaria, oltre ogni più rosea previsione, tanto che è difficilissimo se non impossibile migliorare una squadra così.
Il Toro del futuro, “l’EuroToro”, secondo solo al Grande Torino.
La squadra più forte degli ultimi 20\30\40 anni: un must assoluto, roba da seghe dure a due mani.

Sapete negli ultimi 15 anni di serie A quante squadre hanno fatto più punti del “Toro più forte di tutti i tempi o quasi” ?

UNDICI 😐

Si, non avete letto male: sono UNDICI 😐

La Juve, il Milan, la Roma, la Lazio, il Napoli ovviamente…ma non solo: anche l’Atalanta (71 e 69 punti), Il Genoa e la Fiorentina (70, 68 e 64 punti), la Sampdoria (67 punti), il Palermo (65 punti), l’Udinese (due volte 66 ed una 64 punti).

Non so se lo avete notato, ma ci prendono un tantinello per il culo.
Sapete come ci riescono?
Perché siamo una manica di idioti ignoranti, ma una roba da imbarazzo vero eh…

Casi clinici, gente senza speranza, figli di un paese di mentecatti.
Gente che non si informa, senza memoria, senza futuro.
Una tifoseria timorosa, senza identità, che vive e si nutre di una retorica stantia, andata a male, che odora di armadio della casa al mare dei nonni.

Ci beviamo di tutto e tutto d’un fiato: sembriamo Superciuk del gruppo T.N.T. , ma con meno stile.
Siamo degli alcolizzati, dei tossici fatti di paste andate a male.
Mischiamo bugie, frasi fatte, fake news e retorica come se fossero psicofarmaci e bourbon.
In mancanza d’altro buttiamo giù per il gargarozzo anche la trielina: un po’ per dimenticare, un po’ perché sotto sotto ci piace, un po’ per provare a confondere realtà e fantasia, perché la realtà presa da sola, anche in piccole dosi, fa troppo male.

In questo stato di vagabondaggio mentale, capita quindi di immaginarsi un mondo che non c’è, con muri che si sciolgono, colori vivi che si mescolano l’uno con l’altro, con in sottofondo “White Rabbit” dei Jefferson Airplane: tutto bellissimo…
Si gode forte, si sborra fortissimo (cit.)
Gianni Togni sosteneva che guardare il mondo da un obló annoiasse: meglio qualcosa di più psichedelico, decisamente.

Una sera di fine agosto però,
arriva un gruppo di british portoghesi che suona il fado e ti sodomizza mentre tu sei lì, perso nei tuoi deliri psicotropi nei quali Zaza è pallone d’oro, Berenguer segnerà 10 gol in campionato e la nostra difesa è la più forte del mondo.
Senti un bruciore al culo mai provato prima e ti svegli di soprassalto.

Finisci come Mike Renton in Trainspotting: a rigirarti sudato arrotolandoti nelle coperte, sudato fradicio, urlando disperato mentre ti immagini un neonato con le braccia corte corte che cammina carponi sul soffitto e gira la testa di 360 gradi guardandoti e facendo roteare la linguetta: flap flap flap.

No, Cristo! No…
Non può essere!
Sui giornali dicevano che ce la saremmo giocata, che partivamo alla pari, anzi no, eravamo addirittura favoriti, che Mazzarri era concentratissimo, che non si poteva migliorare una squadra così.
No no no no no! C’è qualcosa che non va: non sento più la musica…tutto finito.

Passare dai Jefferson Airplane a Izzo che fa una storia su Instagram cantando un neomelodico partenopeo è un attimo…e fa un male cane.

C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano in verità, nel quale ingenuamente ero intimamente convinto (Dio solo sa come mai) che la gente del Toro fosse migliore di altre tifoserie.
Perdonatemi: ero giovane e stupido.

One comment on “Il pensiero di un tifoso:”Tifoseria timorosa,senza identita’”
  1. Anonimo ha detto:

    La retorica la lascio per quelli che amano esercitarsi : noi tifosi ci siamo impegnati fino al mal di gola per incitare il ns toro di piu non possiamo fare ; i capitali per comprare il toro non ci sono che dobbiamo fare ? Grazie

COMMENTA L'ARTICOLO