Comincia con una sconfitta il campionato del Torino di Ignazio Abate. All’Olimpico Grande Torino i granata cedono 1-2 al Milan di Ruben Amorim, entrambi alla prima panchina in Serie A, in una sfida decisa da un uno-due rossonero nella ripresa che il Toro non è riuscito a rimontare, nonostante un finale di partita giocato con più coraggio.
Il primo tempo racconta già buona parte della storia della serata: il Milan fa girare palla con pazienza, il Toro fatica a uscire dalla propria metà campo e le poche occasioni arrivano più dalla confusione avversaria che da una manovra organizzata. Comuzzo, Ismajli e Coco tengono botta nei duelli individuali, Mascardi si fa trovare pronto su Loftus-Cheek e Cissè, ma la squadra di Abate non riesce mai a impostare con continuità .
Si va al riposo sullo 0-0, un risultato lusinghiero più per demeriti ospiti che per meriti granata.
Nella ripresa il copione peggiora. Al 64′ Cissè, al debutto assoluto in Serie A, stoppa e calcia al volo di prima trovando l’angolo lontano della porta di Mascardi. Passano appena due minuti e Rabiot, entrato da pochissimo, raddoppia con un comodo tap-in sul secondo palo su cross di Chukwueze. Due gol in tre minuti che tagliano le gambe a un Torino già in evidente difficoltà di manovra. Abate prova a correre ai ripari con un triplo cambio: dentro Fortini, Njie e Adams per Pedersen, Casadei e Simeone, cercando freschezza e imprevedibilità sulla trequarti.
E qualcosa, con l’ingresso dei nuovi, cambia davvero. Al 74′ arriva il lampo più bello della serata granata: Njie salta un avversario e centra in pieno il palo alla destra di Maignan. Pochi minuti dopo è ancora lui a servire un cross perfetto per Aboukhlal, che davanti alla porta sguarnita manda clamorosamente a lato. Il Toro continua a spingere fino all’ultimo, sospinto da un pubblico che non ha mai smesso di sostenerlo, e trova infine il gol con Adams che riaccende per qualche istante la partita, troppo tardi però per completare una rimonta che fino a un quarto d’ora dalla fine sembrava impossibile anche solo da immaginare.
Una prova che lascia più di un interrogativo sulla squadra di Abate, apparsa involuta nella prima frazione e capace di reagire solo a partita ormai in salita, quando però ha comunque mostrato personalità e voglia di non arrendersi.

