Bellanova:"Ho scelto il Toro perché è una squadra ambiziosa,ora sono in fiducia e sto bene" - IL TORO SIAMO NOI
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Bellanova:"Ho scelto il Toro perché è una squadra ambiziosa,ora sono in fiducia e sto bene" - IL TORO SIAMO NOI

Bellanova:”Ho scelto il Toro perché è una squadra ambiziosa,ora sono in fiducia e sto bene”

Raoul Bellanova è stato intervistato da Sportmediaset,ecco le sue parole.

La Nazionale è un tuo obiettivo?

“Sì, dipende da come farò qui a Torino. Ora sto cercando di dare il meglio di me in questa squadra. Penso di essere migliorato davvero tanto rispetto a inizio anno, dove non mi sentivo a mio agio. Ci ho messo un po’ per entrare nei meccanismi della squadra. Adesso invece sono in fiducia, sto bene fisicamente, cercherò di fare il meglio possibile. Poi la scelta è di Spalletti, ma lo spero perché questo obiettivo è un sogno”.

Perché hai scelto il Toro questa estate?

“Sin da subito, tutti hanno dimostrato grandissima voglia di portarmi in questo gruppo. Ricci e Pellegri, in Under 21, continuavano a dirmi di venire perché c’era un bellissimo ambiente in spogliatoio e inoltre la squadra era ambiziosa. Poi ho sentito Juric al telefono e ho capito che al 100% era la scelta giusta”.

La differenza tra Milano e Torino, come città?

“Pensavo di rimpiangere Milano, invece Torino è una bellissima città. Mi trovo veramente bene, ci sono bellissime piazze. Non sono uno a cui piace tanto uscire finito allenamento, preferisco tornare a casa e star tranquillo. Quando ti fermano in giro i tifosi, capisci l’attaccamento alla maglia. Ci puoi parlare in maniera civile: mi fa piacere questo”.

L’Inter è la favorita per lo scudetto?

“L’Inter ha la squadra più completa, sia nei titolari che nelle riserve. Secondo me i favoriti sono loro. Poi, avendoci giocato l’anno scorso, tifo per loro”.

Con chi sei rimasto più legato dell’Inter?

“D’Ambrosio è stata la mia prima spalla. Poi Darmian, Asllani che era molto giovane come me. Gli auguro il meglio, tutti mi fecero subito sentire parte del gruppo”.

Hai già giocato una finale di Champions…

“Avevo due sogni da bambino: giocare a San Siro e vincere o comunque giocare in Champions League. Spero di rivivere queste emozioni: ti rimangono sempre nella mente”.

Hai altri sogni?

“Uno è quello di vestire la maglia azzurra. L’avviso a Spalletti, bisogna darlo in campo, non a parole. Mancano sei mesi, se faccio qualche gol le possibilità potrebbero aumentare. Dipende da come faro qua, poi sarà un plus”.

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