TMW: Petrachi su Bremer:"Mazzarri non era convinto,Cairo si è fidato di me" - IL TORO SIAMO NOI
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TMW: Petrachi su Bremer:"Mazzarri non era convinto,Cairo si è fidato di me" - IL TORO SIAMO NOI

TMW: Petrachi su Bremer:”Mazzarri non era convinto,Cairo si è fidato di me”

Come nasce l’operazione Bremer-Toro? Quando l’ha visto per la prima volta?
“I miei uomini mi passano il materiale, li guardo, li valuto e ci penso. L’ho visto a fine stagione calcistica 2017/2018. Mi ha colpito moltissimo. Poi nei primi di giugno sono andato in Brasile per vedere da vicino sia lui che Lucas Verissimo: volevo prendere entrambi”.
Tutti e due?
“Pareva che Verissimo potesse prendere il passaporto comunitario. Io sono andato in Brasile a vedere Santos e Atletico Mineiro, dove c’era Bremer. Ho sempre voluto rivederli dal vivo: il giocatore devi tastarlo, sentirlo. Vado in Brasile, sento Cairo e gli dico che sono entrambi forti come pensavo”.
E?
“Gli dissi ‘prendiamo tutti e due’. Dovevo fare tre centrali e, come detto, pensavamo che Verissimo potesse prendere il passaporto. Bremer è un Chiellini, Verissimo un Bonucci. E poi Bremer aveva un grande potenziale: fisico, forza, bravo di testa… Intanto lavoravo su Gleison ma l’ostacolo duro era Verissimo che giocava già da un anno e aveva costi diversi, più alti, parametri che non potevamo poi avere”.

Dunque, Bremer
“Cairo mi chiama e dico ‘Pres, prendiamo Bremer che è fortissimo’. Mi colpisce un gol che fa in Coppa con l’Atletico Mineiro e la struttura, i contenuti, si vedevano già. Torno in Italia e, siccome condivido i giocatori con gli allenatori, faccio vedere il giocatore a Mazzarri. Il mister non era convinto del ragazzo: il Presidente me lo fa presente ma gli risposi ‘ti fidi di me?’. Ero convinto del potenziale di Gleison, a prescindere dovevamo prenderlo. Era un Chiellini…”.
A cifre giuste per voi
“E’ stato bravo l’intermediario Bertolucci, a farci prendere il giocatore e cifre ragionevoli contro lo scetticismo generale. Tutti si aspettavano Verissimo, invece presi Bremer ma volevo entrambi. Solo che Lucas aveva problematiche sul passaporto: aveva la moglie italiana e poteva diventare comunitario, ma le pratiche richiedevano troppo tempo”.
Studia sempre i nuovi Bremer?
“Assolutamente. Il calcio sudamericano è quello che prediligo, tra argentini, brasiliani e uruguagi un colpo lo fai sempre”.

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