Juric:”Il mercato si fa in estate, a gennaio non mi piace”

Alla vigilia del 115esimo compleanno del club Ivan Juric presenta la sfida contro i toscani.

Che Empoli si aspetta?
“Giocano veramente bene, è una società che sa lavorare e tutti i punti fatti sono meritati. Contro la Fiorentina hanno fatto una bellissima partita, rischiano molto ed è un calcio moderno sia in casa che in trasferta. Sarà molto difficile, noi dobbiamo continuare sulla nostra strada: serve una prestazione, sarebbe un bel modo festeggiare i 115 anni del club con i tre punti”




Come ha reagito la squadra all’infortunio di Belotti?
“E’ un giocatore come gli altri, la gente va avanti: mi spiace per lui perché stava dando segnali importanti, starà fuori e spero sia un po’ prima di metà febbraio. Ma starà fuori per un lungo periodo”

Pensa a un modulo differente?
“Mai, assolutamente no. Al posto di Djidji ci sono Zima e Izzo, al posto di Belotti c’è Sanabria. Questo non è un problema”

Gli altri infortunati come stanno?
“Djidji ha un piccolo infortunio, starà fuori e poi si vede quanto ci impiega. Buongiorno e Singo si sono allenati e sono a posto, Mandragora prosegue con il suo percorso, Ansaldi non lo so”

Si aspetta un sostegno particolare da parte della tifoseria?
“Non lo so, non mi soffermo su queste cose. C’è sempre un ambiente positivo, la squadra lo ha meritato”

A che punto il processo di crescita di personalità della squadra?
“Stiamo crescendo benissimo, a Roma spiace perdere ma abbiamo mandato segnali positivi. L’unico momento che non mi è piaciuto è stato dopo il gol preso, c’era troppa frenesia di recuperare subito e per poco non prendevamo il secondo. Dopo quello, sempre molto bene: siamo in crescita, sono contento per come giochiamo e come ci alleniamo”.

Dopo cinque mesi di Toro, qual è il suo bilancio?
“Stiamo ponendo le basi per fare. Abbiamo fatto i primi passi, questa squadra merita rispetto per come si allena. Anche chi ha giocato poco, è fantastico e devo rispettare tutti. L’ambiente era un po’ depresso, ma vedo positività e voglia di cambiare l’andazzo. Siamo a livelli bassi su tante cose: il calcio è andato avanti, ci sono nuovi campi e bisogna fare un lavoro allucinante su mille cose. Anche in Italia si comincia a lavorare in quest’ottica, noi con la giusta umiltà e capacità possiamo farlo. Ci sono le basi”

Come giudica l’impatto dei nuovi?
“Ieri abbiamo fatto allenamento, bisogna fare attenzione perché c’è da recuperare dopo le gare ravvicinate. Possono crescere tutti: non so cosa ci sia aspetti di più da Brekalo, sono contento di lui. Pjaca ha problemi ma sta tornando, su Praet mi sono già espresso. Ci sono conoscenze da migliorare, ma tutto arriva con il lavoro. Possiamo crescere in fase d’attacco, a volte lo facciamo vedere e a volte creiamo tanto senza riuscire a colpire. Ma è anche merito delle avversarie”

L’infortunio di Belotti cambia il mercato?
“In estate si fa il punto, a volte sbagli anche. Gennaio non mi piace, in tanti stanno migliorando e poi se ci saranno situazioni, che qualcuno può alzare il livello, allora sì. Ma si farà poco. Per l’attaccante vedremo”

Quando torna Mandragora?
“I tempi sono questi, non va sempre tutto liscio operando lo stesso ginocchio. Vediamo questa settimana, se tutto va bene lo inseriremo nel gruppo”

Come mai fate fatica a recuperare i risultati?
“I numeri spesso dicono la verità. Vedo la squadra che affronta in modo giusto le partite, facendo ciò che proviamo in allenamento. Anche a Roma abbiamo subito molto poco, abbiamo attaccato e creato ma senza fare gol. Non so dove sia la verità, spero sia una casualità”