ToroMio,l’azionariato popolare granata:”I tifosi devono studiare e associarsi,quando saremo tanti diremo a Cairo cosa fare”

Dopo la nascita di Interspac,promossa da Cottarelli e Mentana,proposta di un azionato popolare rivolta ai tifosi interisti,si ritorna a parlare dell’argomento.In casa granata è dal 2010 che si discute sulla questione.

Dalle pagine di Toronews Guido Regis,fondatore di ToroMio,parla della proposta di azionariato popolare portata avanti dall’associazione ToroMio (qui il sito

) .

“L’iniziativa di Mentana e Cottarelli parte da presupposti e motivazioni utilizzando quasi in copia ciò che l’associazione Toro Mio dice dal 2010, forse anche prima – spiega Regis -. Undici anni dopo due personaggi famosi cavalcano una serie di principi che noi stiamo promuovendo con un’estrema difficoltà da dieci anni. Questo dovrebbe far capire al popolo granata che al suo interno si sono sviluppate delle risorse intellettuali tali da essere di nuovo antesignani rispetto al mondo sportivo italiano. Torino è sempre stata una fucina di idee innovative, ma finiva poi in secondo piano perché gli altri le copiavano e le sviluppavano meglio. Il popolo granata dovrebbe capire che ci stiamo facendo fregare una bella idea solo perché siamo dei testoni con grandi potenzialità che non sviluppiamo”.

Ancora Regis: “Cottarelli e Mentana parlano di azionariato popolare, modello tedesco e modello Barcellona. Noi riteniamo che il più virtuoso sia quello tedesco: vede una maggiore quota di azionariato popolare e una minore quota di azionariato reale rappresentato da imprenditori con una maggiore disponibilità. Questi devono fare i partner, non i maggiori azionisti. Ma in Italia in questo momento è difficile fare così. L’importante è arrivare ad una sempre maggiore quota di azionariato popolare, altrimenti il sistema non cambia. Perché ci viene imputato che non siamo sufficientemente noti? Due signori che si chiamano Cottarelli e Mentana hanno improvvisamente la ribalta di tutti i giornali. Noi ne abbiamo parlato in misura decisamente più accurata. Quando contattammo Cottarelli ci disse che ci avrebbe incontrato solamente quando sarebbe stato alla nostra altezza. Noi abbiamo dovuto attendere un minimo di fondo di cassa, determinato dai soldi che noi stessi abbiamo messo pagando quote associative. Quest’anno abbiamo comprato pagine di giornale per cercare di spiegare la nostra associazione ed i nostri principi”.

Continua Regis, che è anche vice-presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino: “Abbiamo speso e anziché farlo per scrivere cartelloni per scrivere “Cairo Vattene” abbiamo pensato di investire per far conoscere il nostro progetto il più possibile ai tifosi del Toro. Ma non è sufficiente, perché la stragrande maggioranza dei tifosi non fa attenzione, non va a studiare queste cose che servono per costruire il Toro che loro vogliono. Il percorso va verso la partecipazione popolare nelle società sportive. I padroni sono i primi a rendersi conto che, per come hanno gestito fino ad ora, fanno soltanto buchi di bilancio. Ora con la partecipazione popolare è possibile che pensino esclusivamente a cercare di reclutare denaro per coprire questi buchi. È qui che dobbiamo fare attenzione, facendo crescere le associazioni come ToroMio presenti in Italia e in parte unitesi nel Comitato NOIF. I tifosi del Toro dovrebbero capirlo dando una mano all’associazione. Bisogna smetterla di essere così riottosi e resistenti ad associarsi. Questa associazione ha già dimostrato ampiamente la sua serietà: chi non lo vede è perché è cieco, perché ha le fette di salame sugli occhi o inventa stupide scuse. Vogliamo cambiare il sistema e un Toro che meritiamo? Lo dobbiamo meritare. In questo momento si sta dicendo che i tifosi del Toro sono 700mila: di questi ce ne sono 699mila e ottocento che meritano il Toro di cui si lamentano. A discapito di quei duecento o poco più che sono iscritti a ToroMio e non lo meritano. Se il tifoso non capisce che deve associarsi e fare associare tutti i tifosi, merita la squadra di cui si lamentano”.

Infine, Regis conclude: “ToroMio diventerà forte e renderà forte ciascun tifoso solo se crescerà nei numeri. Un tifoso da solo non conta nulla: vuole qualcosa ma non lo può ottenere. Sono pochi quelli che hanno le risorse per comprare il Toro e pochissimi quelli che vogliono farlo. Ciascuno di noi è importante, perché conta insieme al gruppo. Quando saremo cinquantamila che dicono a Cairo come deve fare o che se ne deve andare, saremo molto più importanti e decisivi che solo duecento. Questo deve essere compreso dalla tifoseria: vale per il Toro così come per tutte le altre squadre. E questo viene alla ribalta dall’iniziativa di Cottarelli e Mentana: studiando ToroMio ed i modelli partecipativi, hanno capito che lì sta la salvezza del calcio e dello sport. Dobbiamo capire che questa è la strada: prima ci mettiamo insieme in un’unica associazione e prima rappresenteremo la vera salvezza per la nostra squadra del cuore”.