Italia 2-1 Austria: la pagella azzurra

Donnarumma 6.5 Gioca con la sicurezza del veterano e ringrazia pure il VAR per il gol annullato ad Arnautovic dove l’uscita era stata incerta. Poi quando conta c’è anche nel mare in tempesta.

Di Lorenzo 5.5 Cinque anni fa era senza squadra, oggi spazza la destra di Wembley con la due dell’Italia. Soffre tanto e l’Austria si rende sempre pericolosa da quella parte. Poi riparte e funziona di nuovo.

Bonucci 5,5 Gioca di mestiere, ringraziando pure il VAR per aver ravvisato il fuorigioco che annulla il gol d’Arnautovic. Pensa più al sodo, quando l’Italia cala non riesce a tirarla fuori dalla palude.

Acerbi 6.5 Entra in campo e guarda verso il cielo, come sempre: c’è un arcobaleno d’acciaio tra lui e le nuvole. Nel primo tempo assorbe tutti i colori dell’Austria, il lavoro sporco sul gol di Pessina è da boa d’altri tempi.

Spinazzola 7 Dagli spalti un inglese rubizzo con la maglia dell’Italia si alza in piedi e grida ‘C’mon Spinazoula’. Ha conquistato anche i ruvidi palati british: corse a perdifiato, aggressione, costruzione, dribbling. E l’assist che è un bacio che Chiesa manda dritto all’Austria.

Barella 5.5 Il Kanté d’Italia ha le batterie scariche: un diagonale che è una freccia degna dei migliori arcieri di Nottingham, poi fatica in entrambe le fasi, anche a entrare nel vivo. (dal 67′ Pessina 7 Con il Galles era stata “la notte più bella della carriera”. Il dato è da riaggiornare: entra e decide, è il ragazzo della provvidenza per Mancini)

Jorginho 6.5 Cuce e rammenda. E’ il sarto di quest’Italia: il filo conduttore di ogni azione passa dai suoi verdi scarpini. In fase d’interdizione è prezioso sulle mattonelle di Sabitzer, rallenta però il ritmo nella ripresa.

Verratti 6.5 Sembra la perfetta commistione delle doti del calciatore spagnolo e di quello inglese. Tackle e piroette, ricorda il miglior Scholes e forse anche di più. Poi va in debito d’ossigeno e Mancini lo toglie. (dal 67′ Locatelli 6.5 E’ l’addendo che non fa cambiare il risultato. la traiettoria della vita: da giovane promessa è diventato giocatore acclamato dai tifosi a Wembley che aspettavano di vederlo entrare).

Berardi 5 Prima d’uscire, una rovesciata di quelle da Notti Magiche. Poc’altro: qualche conclusione e qualche accelerata, ma gli strappi non sono quelli visti nella fase a gironi. (dall’81’ Chiesa 7.5 Serviva uno con un cognome così per ribaltare il cielo di Londra e far esplodere l’azzurro sopra Wembley. Il ragazzo della provvidenza)

Immobile 5 Prende una traversa di quelle che sono l’esatto incrocio tra le nottate fortunate e quelle storte. Il resto è una partita di cuore, voglia, ma dov’è poco Scarpa d’Oro. (dall’81’ Belotti 6 Ha la stessa voglia e la stessa rabbia di Immobile. Il cardio così alto forse toglie lucidità a entrambi ma è certo che dal loro ingresso l’Italia ha ripreso a tambureggiare)

Insigne 6 Dice di non voler brevettare il tiro alla Insigne ma due volte ci prova e due volte tenta il tocco morbido che fu di Del Piero. Troppa forma e meno sostanza del solito, ma nei momenti topici si riaccende. (108′ Cristante sv)