L’analisi: buono l’impatto di Mandragora

Rolando Mandragora si è già preso le chiavi del centrocampo del Torino. Davide Nicola ha ritrovato un giovane leader in mezzo al campo.

L’ambientamento di Rolando Mandragora al Torino è stato praticamente fulmineo. Un impatto ottimo quello di Mandragora con l’ambiente granata, era l’uomo giusto al momento giusto. Situazione ancora delicata quella del Torino, ma ha ritrovato verve in mezzo al campo grazie all’acquisto dell’ex giocatore di Crotone e Udinese. Abilissimo nelle due fasi e con una forma ritrovata lungo il suo cammino, è completamente guarito dal grave infortunio che lo aveva tenuto fermo nella prima parte della stagione.

La crescita di Mandragora è stata di pari passo uguale alla maggiore intensità dei granata. Nicola ha subito inserito il numero 37 in campo, ben sapendo come mancavano quelle qualità in mediana. Serviva un play basso ed ecco Mandragora, che già ha convinto nelle sue sei presenze condite da sei gol, uno al Crotone e un altro al Sassuolo. Utilissimo per la rimonta decisiva dei granata, nella vittoria che almeno tiene per il momento il Torino fuori dagli ultimi tre posti.

Il campionato italiano ha ritrovato un calciatore in grado di poter maturare definitivamente, la convocazione con l’Italia ne è la dimostrazione. Essere nei trentotto convocati di Roberto Mancini fa capire come siano state giocate le sei partite con il Torino. Agonismo, tecnica e classe al servizio del Toro.

Spesso il dubbio su Mandragora riguardava la posizione in campo, se non proprio le caratteristiche. Chi lo considerava un regista, chi un mediano, chi una mezzala mista. In realtà è un polivalente del centrocampo, ma arretrare il suo raggio è sempre necessario. Può infatti giocare anche come difensore aggiunto, nonché qualche anno fa addirittura ruotava dietro le punte.

Giocatore tecnicamente eccellente, ha esordito nel Genoa proprio contro la Juventus, che ritroverà due anni dopo e che investirà con fiducia sul suo cartellino. In mezzo il prestito di Pescara, una Serie B giocata e vissuta da protagonista. Troppo acerbo per l’ambiente Juventus, ha poi dirottato il suo talento su Crotone, dove è stato un titolare inamovibile di Davide Nicola prima e Walter Zenga poi.

Il lavoro fatto a Crotone gli è valsa la convocazione e la presenza in Nazionale maggiore, dopo esser stato capitano dell’Under 20 e Under 21. Il 1° giugno 2018 è entrato di diritto nella storia del Crotone, è stato il primo rossoblu in azzurro, nell’amichevole contro la Francia.

Peccato per la retrocessione, ma Mandragora è rimasto in Serie A con due stagioni e mezzo tra le fila dell’Udinese.

Proprio in bianconero sono arrivate prestazioni eccellenti, gol di qualità e dinamismo di prima qualità integrandosi per bene con Rodrigo De Paul. L’avventura a Torino è iniziata sotto il migliore degli auspici, il calcio italiano ha ritrovato un elemento di indubbie qualità.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: