Corriere di Torino: ‘Ndrangheta,Ferrante pagava il pizzo

Più che una lista di (presunte) vittime del pizzo, comincia a somigliare a un tabellino di serie A: dopo Gigi Lentini, al quale sarebbero stati estorti 100 mila euro — secondo la Procura — ecco Marco Ferrante, altro ex idolo del Toro. Almeno seguendo il racconto di Ignazio Zito, 62 anni, collaboratore di giustizia ascoltato ieri per altre 4 ore e mezza davanti al tribunale di Asti, in trasferta nell’aula bunker delle Vallette. «Stava facendo dei lavori a Torino, vicino ai vigili del fuoco — dice l’uomo — andammo là e diede una busta con 2.000 euro». Se nel primo caso Zito non vide di persona Lentini, qui sì: «Con i miei occhi. Ferrante pagava 2.000 euro al mese, mi dissero». L’ex bomber nega: «Mai sentito questa storia, e nessuno mi ha mai chiesto una cosa del genere».

Al centro della presunta estorsione ci sarebbero alcuni campetti da calcio che lui gestiva, non lontano dalle Gru. La deposizione di Zito, imputato di reato connesso e quindi assistito da un avvocato (Guglielmo Busatto), è nell’ambito del processo «Carminius-Fenice», nato sulle indagini di Dda e Gico della guardia di finanza a proposito delle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Carmagnola e dintorni. Anche se sul cognome — «Ferrante o Interrante» — Zito non è parso subito sicurissimo, come in altre occasioni, davanti al controesame dei difensori, ci ha pensato il presidente del collegio, Alberto Giannone (giudici a latere Claudia Beconi e Beatrice Bonisoli): «Ferrante o Interrante (imputato), dai calciatori ai tronisti. Ma chi sa di calcio ha capito: giocavano nel Toro, uno ala, l’altro centravanti». Appunto, Lentini e Ferrante.

Fonte Corriere di Torino

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