Meité:”Con Giampaolo le cose andavano male,mi ispiro ai migliori”

“È un’occasione importante che può cambiare la mia carriera – ammette Meité -. Il Milan è una grande squadra e se faccio bene qui cambio la mia persona e il mio modo d’essere, saranno 4 mesi importanti. Il Milan è la squadra più forte dove ho giocato, con calciatori fortissimi, e arrivare in una squadra che è prima in classifica, con un Ibrahimovic che a 40 anni fa ancora queste cose, è uno stimolo a fare sempre di più”. A proposito della sua posizione in campo svela “Bisogna saper difendere e attaccare, mi piace molto giocare cosi, sono grosso con il fisico però mi piace tanto toccare la palla”. Su Pioli: “Mi piace molto il suo modo di giocare. Vuole che giochiamo sempre in avanti, è importante per un centrocampista come me. Sono qui per provare ad essere titolare. C’erano altre squadre che mi volevano ma appena ho sentito il Milan non ho pensato ad altre squadre”. Poi rivela come gli è stato comunicato il suo passaggio in rossonero: “Prima della gara di campionato con il Milan, il mio agente mi ha chiamato per parlare con il club. Ero molto felice e ho capito che si poteva fare”.

Meité mette poi a paragone Giampaolo, tecnico che lo ha allenato al Toro (è stato esonerato, al suo posto Davide Nicola), e Pioli, suo nuovo allenatore in rossonero: “Sono allenatori diversi, allenano in maniera diversa e hanno visione diverse, le cose con Pioli vanno bene mentre con Giampaolo male”. Tornando al difficile momento dei granata commenta: “Al Torino le cose non andavano bene, vincevamo poco. Dal punto di vista mentale non è stato facile”. Meité svela poi il perché della scelta del numero 18: “Quando ho iniziato in prima squadra era il mio primo numero, quindi l’ho scelto ancora visto che mi aveva portato bene”. Sul paragone con Desailly, ex Milan, risponde: “Mi fa molto piacere essere accostato a lui, era un grande giocatore. Però Desailly è Desailly, mentre Meitè è Meitè, devo scrivere la mia storia”. Infine una battuta sui suoi modelli in campo: “Mi piacciono tanti centrocampisti. Guardo i più forti come Pirlo, Modric e Yaya Touré. Guardo i video per cercare di imparare più cose possibili”. 

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