Cairo:”Mi chiedono di vendere il Toro,ma a chi?”

Cairo parla anche della cessione del Toro.

“Sul fatturato, Juve, Milan, Inter, Napoli, Lazio, Roma, Fiorentina hanno molti più tifosi, e conta molto nella ripartizione dei diritti televisivi. Mi dicono: “Non stiamo vincendo niente…” ma hanno sempre vinto le stesse squadre, il campionato come la coppa Italia. Chi è che ha vinto? E poi mi chiedono di vendere il Toro: non so se i tifosi avessero apprezzato che io vendessi a Ciuccariello, o a Proto o a Tesoro. Sicuramente lascerò il Toro, non ci starò a vita, ma lo voglio fare a una persona più brava e non lo metto in mano al primo che capita o parla ai giornali per stanarmi. Ma cosa vuole stanarmi?”.”

Che voto si dà ai suoi 15 anni?


“7, se fossi Cochi e Renato direi 7+. E lo dico perché se in 15 anni ci sono tre stagioni negative, alcune molto buone e alcune positive. Ma io penso che 7 non sia un buon voto, ambirei a qualcosa di più. E ribadisco che qui ho trovato solo macerie, oltre al fatto che in pochi anni si erano alternati cinque presidenti”.

“Io sono qui da 15 anni, ho sempre onorato tutti gli impegni: nella classifica decennale, siamo noni nel ranking Uefa tra le squadre italiane.

Come si trova un punto di equilibrio con i tifosi e per assestarsi al sesto posto?


“Stiamo ricominciando, vogliamo aprire un nuovo ciclo e oggi è molto importante avere pazienza e seguirlo nel suo tipo di calcio, oltre ad accontentarlo sul mercato. Mi ricordo che, quando arrivai al Toro, la gente sperava di restare nella parte sinistra della classifica. E non è una cosa di cui vantarsi, ma lo abbiamo fatto spesso. E anche il settore giovanile, a parte quest’anno, ha dato grandi risultati e prodotto numerosi giovani. Siamo in serie A da nove stagioni, era da quarant’anni che non succedeva. Dobbiamo anche guardare il bicchiere mezzo pieno, poi ripeto che io non sto a vita qui al Toro.

Quando ho preso il Toro fatturavo già 250 milioni, non mi serviva il Toro per la notorietà. Semmai al Toro ho dedicato tanto tempo e l’ho tolto alla mia famiglia. E chi c’è in Italia che può permettersi di perdere 20 milioni all’anno?. Facciamo la lista, vedo qui l’Atalanta che ha cambiato marcia da quando è arrivato Gasperini: avrei potuto prenderlo anche io, ma era di scuola juventina e non so come l’avrebbe presa la piazza”.

Quanto le secca la contestazione?


“Oggi non ho visto moltitudine qui davanti, ma mi dispiace. So che in tanti però mi vogliono bene. E quando le cose non vanno, devi inventarti qualcosa di nuovo. Può capitare che le cose non vadano bene, anche da altre parti ci sono contestazioni in atto. Io sono qui per farle andare meglio”.

Quanto tempo avrà Giampaolo?


“Tutto quello che gli serve, lo abbiamo preso per un lungo ciclo. E non è vero che dobbiamo prendere sei giocatori: leggo del portiere, ma noi abbiamo Sirigu e lo teniamo stretto. In attacco abbiamo Belotti, Zaza e Iago e un attaccante non ci serve. In difesa? Li abbiamo già i centrali. E poi abbiamo rinnovato Ansaldi, preso Rodriguez, c’è Singo che ha grandi prospettive, c’è Aina che per Giampaolo ha grandissime qualità. Ci serve un play, una mezzala e magari un esterno destro, ci manca il 15 per cento della rosa perché dobbiamo prenderne soltanto tre. Anche in mediana siamo messi bene, con Baselli che sta recuperando e Meité che è qui con noi”.

Qualcuno si è fatto avanti seriamente per rilevare il club?


“Non ho avuto nessun tipo di contatto”.

Ci sarà un’inclusione per i tifosi?


“Assolutamente sì: io do direttive ai miei collaboratori. Ho la voglia di fare un passo indietro e delegare molto di più, il Torino può diventare inclusione. Amo coinvolgere i miei collaboratori così come i tifosi. Ci sta che Mazzarri fosse preoccupato dalla contestazione, è passato dalle stelle alle stalle: allenare con qualcuno che ti urla qualcosa non è semplice. Poi io accetto le contestazioni, anzi per me sono uno stimolo a fare meglio”.

Sarà necessario vendere qualcuno?


“Ho fatto un errore da matita blu l’anno scorso, mi sono anche scusato con lo stesso Nkoulou. Sarei contento di tenere anche quest’anno, ma se qualcuno ci dirà che non vuole rimanere faremo delle valutazioni. E procederemo in quel senso lì, io spero di no e per il momento nessuno mi ha detto nulla. Il mercato apre a settembre, abbiamo un sacco di tempo. Il mio obiettivo non è di vendere, ma di tenere giocatori motivati. E da parte mia voglio accontentare i giocatori, non voglio tenerne qualcuno che non vuole restare a Torino. Giampaolo è un maestro di calcio, non ama dire parole al vento e per questo motivo mi piace molto perché non fa proclami. Noi vogliamo accontentarlo, ma c’è un bilancio che va tenuto in considerazione”.

One comment on “Cairo:”Mi chiedono di vendere il Toro,ma a chi?”
  1. Mario ha detto:

    Quest uomo continua a nn capire. I tifosi del Toro nn sono meno di quelli di Lazio e Fiorentina…. certo che nn possono abbonarsi alle piattaforme tv che trasmettono le partite per guardare gare penose da parte di una squadra che in assoluto da anni è quella che corre meno (male allenata) ed esprime il peggior gioco. Lui quando va allo stadio da priorità al mangiare ed evidentemente gustando il cibo nn riesce a vedere quanto combinano in campo e non avrebbe acquistato giocatori scarsi vedendoli prima giocare in altre squadre. Questo dimostra quanto poco ne capisca di pallone. Meno male che la pagella se la fa da solo e sul suo giornale, quanto al voto dovrebbero esprimerlo altri, nella fattispecie noi tifosi

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