L'avvocato Marengo:"Longo mandi Zaza in cassaintegrazione" - IL TORO SIAMO NOI
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L’avvocato Marengo:”Longo mandi Zaza in cassaintegrazione”

RIECCO IL TORINO F.C. IN CAMPO.


Mi aspettavo molto peggio, un po’ per i limiti qualitativi e quantitativi propri dell’attuale rosa ed un po’ per la pesantissima aria che respira la squadra, con stipendi non pagati ed un tecnico già messo in discussione, prima ancora di poter dare un senso alla sua ardua opera, di ricostruzione di un gruppo scarso e disastrato dal suo predecessore. Un tecnico che, a fronte delle cinque sostituzioni ora concesse, ne ha potute opera solo due, contro le quattro del Parma, per mancanza di giocatori in panca.
Un rientro in campo concretizzatosi in una partita contro il Parma oggettivamente giocata alla pari e, forse, persino un po’ più che alla pari. Una partita in cui si son visti significativi tiri in porta e goals clamorosamente sbagliati, ma il negativo dell’errore sottoporta, per noi abituati all’abominevole non gioco mazzariano, può comunque esser letto nella positività dell’aver smarcato nostri giocatori in area avversaria.
Era però necessario portare a casa i tre punti e così non è stato. Ancora un volta, anche se a fronte di un prestazione da onesti pedalatori, è mancato quel quid capace di fare la differenza tra una squadra tecnicamente scarsa ma ricca di cuore e passione ed una squadra scarsa ed insipida qual si è dimostrato il Torino F.C. nell’attuale stagione. Insipida, questa volta, più nelle sue stelle che nei suoi gregari. Tanto Sirigu che, ed ancor più, Belotti son parsi stelle spente, incapaci di fornire la consueta luce ai loro gregari, quasi che ai muscoli intorpiditi dall’eccesso di divano, si sia unita anche un divagazione mentale verso nuove galassie…
Qualcuno, per giustificare il solo punto portato in cascina, potrà attaccarsi all’effimera visione di una squadra ancor incompleta per la mancanza di Baselli, l’eterno incompiuto che, nella precedente normalità, già scoppiava verso il sessantesimo, o della cairesca ciliegina sulla torta del mercato, quel Verdi di cui abbiam già visto sin troppo, o di Ansaldi, certamente i migliori piedi della rosa, ma come sempre più rotto che aggiustato. Purtroppo la verità è che, assenti o meno, siamo di fronte ad una squadra senz’anima e senza cuore, costruita senza alcun reale progetto sportivo e riempita di mediocri pedatori, oggi guidata da un tecnico la cui unica colpa è stata l’aver accettato di firmare la propria condanna a morte, professionalmente parlando, per far da scudo all’unico ed esclusivo colpevole di quanto purtroppo viviamo.
Ci salveremo?

Lo spero, ma non ne sono certo. Ho il triste presagio che ieri si sia visto un exploit dei gregari, exploit che comunque è solo riuscito a regalarci un poco utile pareggio. Prestazioni un po’ al di sopra dell’ordinaria inconsistenza dei vari Meitè, Nkoulou, Bremer, Aina, che temo tornino alla normalità nelle prossime partite.
La salvezza non la vedo quindi dipendere da noi, ma piuttosto dalla possibile (e probabile) inconsistenza delle avversarie, tutt’ora non ancora viste sul prato del dopo coronavirus.
D’altra parte, dopo aver raggiunto l’estremo abbrutimento della Cassa Integrazione dei lavoratori da 800 euro al mese, una CIG che mi piace definire come da striscioni di flash mob “cassaintegrazione dei valori e della fede granata”, e vista la pochezza tecnica e numerica della rosa, per non retrocedere si può solo sperare che qualche squadra sia messa peggio di noi.
Concludo con un appello a Moreno: per favore, aggiungi Zaza ai lavoratori in Cassa Integrazione a zero ore. La società risparmierebbe il suo faraonico stipendio e non tifosi il disgusto di vederlo in campo.