Alcuni campionati riaprono al pubblico,la Serie A vuole fare lo stesso - IL TORO SIAMO NOI
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Alcuni campionati riaprono al pubblico,la Serie A vuole fare lo stesso

Il calcio italiano si prepara a tornare in campo, ma dovrà sistemare ancora qualche questione. Una di queste riguarda la presenza dei tifosi allo stadio: nonostante sia ancora prematuro, ci sono alcuni presidenti di Serie A che si sarebbero già attivati in prima persona.

Se si figura il periodo post-lockdown come un risveglio, l’Italia è ancora nella fase dello stiracchiamento, manca un po’ prima di destarsi e dare inizio alla giornata. Nel piano di riaperture, infatti, non sono ancora previsti alcuni luoghi pubblici, tra cui gli stadi. Il fatto di avere una data ufficiale di ripartenza del campionato – mentre il calendario e le fasce orarie verranno definite nei dettagli nei prossimi giorni – rappresenta già un importante passo avanti. Adesso gli addetti ai lavori studiano il piano per riaprire gli impianti sportivi ai tifosi, magari già a partire dall’estate. Per prendere questa decisione, su cui stanno riflettendo FIGC, Lega Serie A, club e Governo, si dovrà osservare attentamente l’andamento della curva dei contagi.

Il mantra è sempre quello del distanziamento fisico. Questa è la misura necessaria a rendere effettiva ogni apertura. Gli stadi, quindi, non verranno aperti a capienza completa ma saranno garantiti dei posti vuoti che facciano da “cuscinetto”. Altro tema importante è quello della gestione degli impianti nei giorni di apertura. Dovrà essere garantito, prima e dopo le partite, un servizio di sanificazione. Oltre a questo, si dovrebbe prevedere un triage precedente alla trafila che di norma si fa per entrare in uno stadio.

Alcuni campionati europei hanno già preso delle decisioni in merito alla riapertura degli stadi ai tifosi. Il 19 giugno l’Ekstraklasa, la massima serie polacca, riaprirà gli impianti per il 25% massimo della capienza. Il primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki ha così commentato: “Garantiremo che le persone possano arrivare, entrare e guardare la partita sempre nel rispetto di tutti gli standard sanitari”. Destino simile per il campionato russo che ripartirà il 21 giugno. In questo caso, sarà il 10% massimo dei posti a sedere a poter essere occupato.

Anche in Italia c’è chi pensa alla riapertura degli stadi. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, sarebbe trapelata una frase di Andrea Agnelli dall’assemblea di Lega di ieri: “Mi aspetto che a luglio il Governo ci dia il via libera ad una riapertura parziale degli stadi”. Un altro dei presidenti di Serie A che più è interessato alla questione è Saverio Sticchi Damiani, patron del Lecce: “Stiamo riflettendo alla riapertura. Dopo la ripartenza del campionato è giusto pensare al passo successivo. Per quel che ci riguarda, sarebbe bello poter organizzare una turnazione dei nostri ventimila abbonati e bloccando la vendita dei biglietti. Naturalmente si dovrebbe organizzare tutto nel pieno rispetto degli standard sanitari ma sarebbe importante tornare a far vedere un po’ di spettacolo alla gente”.


Il ritorno dei tifosi all’interno degli stadi rappresenta sicuramente un passo importantissimo. Vedere delle persone – anche se poche – sugli spalti ha un altro effetto rispetto ad un impianto completamente vuoto. C’è, però, un rischio. La limitazione dei posti disponibili potrebbe anche portare ad una visione elitistica del seggiolino allo stadio. Uno spettacolo per pochi, con prezzi che in pochi possono sostenere. In ogni caso, la cosa più importante è che se gli impianti dovessero riaprire vorrebbe dire che i contagi saranno in continua e costante diminuzione e, di questo, non si può far altro che rallegrarsene.

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