Assocalcalciatori contro i club che non hanno ancora pagato gli stipendi

La questione taglio degli stipendi nelle ultime settimane è passata in secondo piano ma con la probabile ripresa del campionato tornerà di moda. E secondo il quotidiano ‘La Repubblica’ l’Assocalciatori presto tornerà all’attacco di quei club di Serie A che hanno pagato i loro tesserato fino a gennaio ma dal mese successivo hanno chiuso i rubinetti. Tra questi, come aveva anticipato sempre il quotidiano romano, ci sarebbe anche Il Toro insieme a Napoli, Genoa e Sampdoria, ma nessuno dei club ha mai confermato.

Le società avevano approfittato delle regole che impongono i controlli sul primo trimestre dell’anno solo alla fine di giugno. Una decisione definitiva verrà presa soltanto nelle prossime settimane, ma intanto tutti sono tornati ad allenarsi al Filadelfia o lo stanno facendo a casa. Quindi evidentemente sono arrivate anche le rassicurazioni necessarie.
Mentre la situazione sul ritorno in campo agli allenamenti sembra tornare lentamente alla normalità, resta ancora da sciogliere il nodo stipendi. La possibilità che si ritorni non solo ad allenarsi, ma anche a giocare aveva bloccato la discussione tra i club e i calciatori che rischia di diventare un vero è proprio braccio di ferro, come scrive Repubblica.

Da una parte, i calciatori hanno replicato alla volontà dei club di non versare due stipendi (4 in caso non si torni a giocare) rispondendo che, al massimo, rinunceranno al 25% di una mensilità. Tradotto: una settimana di salario. Molti sono disposti a sacrificare tutto aprile, a patto che quei soldi siano destinati a dilettanti e femminile: irricevibile, per i club, che vorrebbero “condividere” il danno dall’interruzione dell’attività con i loro dipendenti.

Ma la situazione per alcune squadre è sicuramente molto peggio che per altre, ci sono infatti ben 6 club di Serie A che non pagano gli stipendi da gennaio.

Dalla loro le regole che impongono i controlli su gennaio-febbraio-marzo solo alla fine di giugno. Di contro, il pressing degli atleti: per loro, nonostante la paura degli infortuni, tornare a giocare è anche una questione di soldi.


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