La ripartenza della Serie A: cosa succede ai giocatori positivi al Covid?


Ci sono possibilità che la Serie A riparta davvero? Sì, ma niente è ancora deciso. Eppure le sensazioni da Uefa e Fifa rimangono positive e La Gazzetta dello Sport ha spiegato oggi cosa accade in particolare per i giocatori: chi deve rientrare in Italia, chi è risultato positivo al Covid ed è ancora a rischio, chi ne è uscito fuori e gli allenamenti da organizzare.



ALLENAMENTI – Secondo La Gazzetta, la data indicativa per riprendere gli allenamenti è quella del 4 maggio che lascia ancora qualche giorno di margine per i vari club di richiamare i propri dipendenti in sede. Ma non troppo: dopo Pasqua scatteranno i rientri per tutti i club. Ogni giocatore volato all’estero dovrà rientrare. Attenzione perché allenamenti non significa di certo in condizioni di normalità: “Il riavvio della macchina sarà preceduto dallo screening illustrato sabato dalle linee guida dei medici sportivi. Una vera e propria «nuova idoneità», un secondo inizio della stagione per alzare al massimo il livello di tutela della salute. Ci saranno dei percorsi di monitoraggio divisi fra chi è stato positivo al virus o ha accusato sintomi che possono far pensare al Covid, e gli altri con ripetuti controlli con i tamponi. Saranno utilizzati quegli esami che rivelano la presenza degli anticorpi e che si spera possono essere utilizzati in quel periodo non solo dai calciatori, ma per tutti”, si legge.

ANCORA POSITIVI – Come spiega La Gazzetta dello Sport, i giocatori positivi al Coronavirus Covid-19 finché non risultano negativi non possono riprendere alcun tipo di attività: “Rugani, Matuidi e Dybala, che hanno sospeso le attività dopo aver scoperto di essere stati contagiati (la Juventus ha sottoposto a tampone tutta la squadra dopo la positività di Rugani). Tutti e tre con sintomi lievi, ma nessuno è ancora fuori dall’incubo: Rugani e Matuidi sono risultati positivi al tampone di controllo, Dybala attende l’esito. L’Atalanta invece attende il test di controllo di Sportiello, unico bergamasco positivo, che ha appena finito la quarantena.

FUORI DALL’INCUBO – Chi invece ha passato il tampone di controllo potrà allenarsi, La Gazzetta fa i nomi: “E’ andata meglio alla Fiorentina con Cutrone, Pezzella e Vlahovic, ai doriani Gabbiadini, Colley, Ekdal, La Gumina, Thorsby, Bereszynski, Depaoli e Barreto e a Zaccagni del Verona, tutti negativi e già liberi“, si legge.

I GIOCATORI ALL’ESTERO-Ibrahimovic è in preallerta per il Milan. Gran parte della Juventus è sparpagliata tra Europa e Sudamerica. Cristiano Ronaldo aveva lasciato l’Italia dopo Juventus-Inter, approfittando del giorno libero concesso da Maurizio Sarri, prima che si sapesse della positività del compagno. Poi è scoppiato il caos e lui è rimasto sulla sua isola, dove si è sottoposto a tampone (negativo). Gli altri sono partiti alla spicciolata, dopo aver avuto il risultato del test (negativo): Higuain ha raggiunto la madre (anche lei malata) in Argentina, Khedira e Pjanic hanno fatto meno strada per atterrare rispettivamente in Germania e Lussemburgo. Poi alla spicciolata hanno salutato Douglas Costa, Danilo e Alex Sandro (Brasile), Szczesny (Polonia) e Rabiot (Francia) per ricongiungersi con le famiglie. A Torino sono rimasti, oltre agli italiani, Bentancur, Ramsey, Demiral, De Ligt e Cuadrado. L’Inter in questo senso si è portata avanti. In questi giorni stanno tornando in città Lukaku e compagni. Per la verità, i primi a rientrare ieri sono stati Eriksen e Young. Entro venerdì arriveranno Lukaku, Moses, Handanovic e Brozovic, qualche giorno in più ci vorrà per Godin, volato in Uruguay.


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