La Stampa: qualcosa si muove attorno al Centro Sportivo Robaldo

L’ingresso dei Campi Robaldo

Quattro anni d’attesa si stanno per trasformare in realtà. È tutto pronto per l’avvio dei lavori di ristrutturazione del centro sportivo Robaldo che il Torino si è aggiudicato in concessione per trent’anni con lo scopo di riunire sotto lo stesso tetto le sue giovanili, da tempo sparpagliate in diversi campi della città e dell’hinterland.



Un progetto ambizioso da parte del club di Urbano Cairo che ha messo in preventivo oltre 4 milioni di euro per rifare ex novo i cinque terreni da gioco con spogliatoi annessi, più un fabbricato ad uso associativo e ristorativo, una palestra, due grossi depositi e una cantina, che occupano in totale una superficie di oltre 45mila metri quadrati. Sarà un imponente lavoro di riqualificazione della zona, incastrata in strada Castello di Mirafiori tra i comuni di Torino e Nichelino, atteso anche dalla popolazione che in quell’area, da quando il Nizza Millefonti se ne è andato causa fallimento, ha visto proliferare immondizia – naturalmente gettata abusivamente – e richiamare disperati a caccia di un posto dove dormire.

La “terra di nessuno” presto tornerà nella legalità, ci vorrà un anno abbondante per la chiusura del cantiere ormai prossimo all’apertura dopo un lungo – troppo – iter di avvicinamento che si è scontrato con la giungla burocratica dei permessi – il tempo dei 150 giorni per ottenere il via libera, previa domanda, a costruire sul suolo pubblico è ormai scaduto –, ma anche con qualche imprevisto (fisiologico, a dirla tutta) raccolto per strada, come la questione viabilità e quella relativa al terreno limitrofo dato in concessione dal Comune ai contadini.

Gli indizi che portano alla prima pietra della ricostruzione si traducono nella grande attesa che si respira nel Toro, ma anche nei movimenti registrati nell’ultima settimana proprio al Robaldo dopo mesi, anzi anni di calma piatta. Continui sopralluoghi di addetti ai lavori e di rappresentanti delle società che gestiscono luce e gas costituiscono tracce oggettive. Il prossimo passo sarà informare la ditta vicina di casa, la Icos, che è stata coinvolta fin dall’inizio in quanto parte direttamente interessata.



Poi, la macchina potrà partire. Il primo, tangibile, passo sarà rivolto in due direzioni. Mentre si demoliranno le strutture ormai fatiscenti di ciò che resta del centro sportivo, inizieranno i lavori di urbanistica per adeguare l’area adiacente al Robaldo, già previsti dal Comune. Ciò implicherà l’ampliamento della rotonda posta proprio all’ingresso del centro e le strade di ingresso e uscita, ora troppo piccole, per garantire anche ai grossi mezzi – i pullman delle squadre in occasione dei tornei – manovre in completa sicurezza. Poi comincerà a scorgersi la nuova “Coverciano granata”: non più solo un sogno.

Fonte: La Stampa


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