La stoccata di Longo a Mazzarri


Non certo una mancanza di rispetto. Perché Longo è persona intelligente e la stima che prova nei confronti di Mazzarri sincera. Ma il tecnico granata, a margine della sconfitta col Milan, si è lasciato andare ad un preciso raffronto con la gestione precedente per spiegare le difficoltà attuali della squadra.

«Bisognerà migliorare molto nella manovra: questa era una squadra poco abituata a costruire e più abituata a lavorare quasi solo in funzione dell’avversario», le sue parole dopo l’1-0 patito a San Siro. Che chiamano direttamente in causa, insomma, proprio WM.

Ad inizio stagione il commissario tecnico della nazionale Roberto Mancini, riferendosi a Lorenzo Insigne, ne esaltava le qualità sottolineando la necessità di un minor spreco di energie personali nella fase di ripiego durante le partite. Tutto l’opposto rispetto alle ideologie di Walter Mazzarri, che invece pretendeva un impegno difensivo ad altissimo consumo di forze al Gallo Belotti, spesso poi poco lucido in fase di realizzazione (anche se, nonostante tutto, ha spesso ugualmente tolto le castagne dal fuoco). Una delle, tante, pecche che i tifosi del Torino non amavano del precedente tecnico.

In questo senso, l’attuale allenatore granata Moreno Longo ha, indirettamente e di certo involontariamente e senza malizia alcuna, accusato il suo predecessore, sia per una condizione fisica considerata non ottimale (oltre a quella mentale), sia per le dichiarazioni sul capitano del Toro che dovrebbe evitare il consumo eccessivo di carburante nella fase difensiva. Ideologie di calcio agli antipodi, ma ora Longo si trova a maneggiare un giocattolo costruito sulle convinzioni (purtroppo anche a livello numerico) di Mazzarri. Non un compito semplice.


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