Nessuno peggio del Toro: un mese senza muovere la classifica

Il gol di Berenguer contro il Bologna

Se il campionato fosse iniziato con il girone di ritorno, il Toro sarebbe ultimo in solitaria. Nessuno ha fatto peggio dei granata dal giro di boa ad oggi: zero punti, quattro sconfitte e, numeri ancora più imbarazzanti, due gol fatti e sedici subiti. E non si considera l’eliminazione dalla coppa Italia contro il Milan, dove Sirigu fu costretto a recuperare per altre quattro volte il pallone in fondo alla sua porta.

Addirittura il Brescia e la Spal hanno fatto più punti, con le rondinelle che hanno conquistato due pareggi e Semplici che espugnò Bergamo quattro domeniche fa. Per il momento, gli effetti della cura Longo si sono visti soltanto per circa un’ora: i granata hanno saputo difendere e attaccare, trovando anche la prima rete di Verdi dopo il ritorno sotto la Mole, poi il buio. “Sono riaffiorati i vecchi problemi” ha dichiarato il tecnico a fine gara, con i suoi che ne hanno presi tre nel giro di nove minuti. Le gambe non giravano più, la squadra si è sciolta alle prime difficoltà: e ora la classifica comincia a mettere i brividi, specialmente a guardare come stanno le altre e cosa riserva il calendario.

E’ più vicina l’Europa rispetto alla retrocessione, sette lunghezze dal Verona e otto di vantaggio sul Genoa, ma è meglio guardarsi alle spalle piuttosto che verso l’alto. Perché la crisi del Toro sembra irreversibile, Longo ha già detto che servirà tempo per vedere i benefici anche se si augura di raddrizzare la rotta il prima possibile. Deve mettere una pezza ai danni ereditati dal predecessore Mazzarri, con la squadra a corto di energie dopo un’ora di gioco e che sparisce dal campo non appena subisce gol, e pure dal presidente Cairo, che seppur mal consigliato dal vecchio tecnico ha deciso di non rinforzare una rosa che necessitava di volti nuovi. I benefici, infatti, si vedono altrove, dove chi ha fatto mercato sta svoltando: il Genoa sta risalendo velocemente la china con cinque punti nelle ultime tre, il Lecce ha travolto il Toro ed espugnato Napoli, la Samp si è rilanciata definitivamente. Le altre corrono, i granata no: ecco perché è meglio guardarsi alle spalle. E poi c’è una statistica da brividi, con il Toro che per la seconda volta nella storia ha subito 14 reti in tre partite: era il 1959, al termine di quella stagione sarebbe stata serie B.

Domani sarà un mese esatto da quando Belotti e compagni non muovono più la classifica. Il 12 gennaio battevano il Bologna, poi è iniziata una serie di sconfitte che sembra non voler finire. “Abbiamo l’obbligo di fare punti, se pensiamo di essere tranquilli non abbiamo capito nulla” l’ammonizione di Longo alla sua truppa. Un mese senza punti, eppure anche il calendario è durissimo: lunedì la trasferta a Milano, domenica 23 in casa contro il Parma, sabato 29 a Napoli contro i partenopei di Gattuso. A febbraio i granata hanno l’obbligo di muovere la classifica, il rischio è quello di trasformare la sfida del 9 marzo contro l’Udinese in un vero e proprio scontro salvezza.

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