Cairo ai contestatori:”No,il Toro non lo vendo”

Urbano Cairo

Dopo un periodo nero in campionato ed il cambio allenatore, il presidente del Torino, Urbano Cairo, in un’intervista apparsa nell’edizione odierna di Tuttosport affronta senza remore il momento dei granata. Sul malcontento della tifoseria afferma: “Si può capire il dissenso popolare. Le aspettative erano altre. Ci sta il malcontento, il malumore. Era successo anche in passato. Bisogna avere la forza di accettare il dissenso e capirlo. E prenderlo come uno stimolo per migliorare le cose migliorabili. E’ sempre molto importante mettersi in discussione. E dire che io credevo di aver fatto le cose giuste, perché in estate avevo tenuto tutti e investito 22 milioni per Verdi. Ed ero inondato di messaggi di tifosi che mi elogiavano. Oggi non è più così. Questo dissenso popolare va tenuto in grande considerazione”.



Sulla possibilità, ventilata da alcune testate giornalistiche che l’editore di Masio è lapidario: “No, non metto il Torino in vendita”. Si mettano in pace, quindi i tifosi che chiedevano a gran voce un cambio di passo, dopo 15 anni della gestione Cairo. In merito ad una possibile cessione chiarisce: “Io faccio il mestiere di editore totalmente libero, che dà piena libertà agli 8 mila giornalisti che gravitano attorno al mio gruppo tra Italia e Spagna. E nessuno si è mai lamentato. Per cui ascolto ogni voce. Longo ha detto che vuole tenere il Fila aperto il più possibile. Bene, sono felice di farlo. Quanto alla curva Primavera: ripeto che l’ultima cosa che voglio fare è mettere a rischio l’incolumità dei tifosi, degli spettatori. Difatti il numero di steward allo stadio sono aumentati del 30, 40 %. Ce lo ha richiesto la questura. E l’osservatorio sulle manifestazioni sportive”

Idee chiare anche sulla rosa ed in particolare sul centrocampo dei granata, da sempre tallone d’Achille della squadra: “In estate confermai tutti, però per come va il mondo sarebbe stato più giusto fare dei movimenti, perché anche per la gente è più bello vedere nuovi giocatori. Di sicuro questo tracollo dopo la vittoria a Roma è inspiegabile. Atalanta, Lecce… I giocatori sanno che non possono fare partite così, che hanno le loro responsabilità. Ma ora con Longo dobbiamo resettare e ripartire velocemente”. E quanto sperano anche i tifosi che, dopo tante parole, vorrebbero anche incominciare a vedere qualche punto in classifica.

One comment on “Cairo ai contestatori:”No,il Toro non lo vendo”
  1. Massimo ha detto:

    Presidente su via come può pensare che possiamo crederle nuovamente. Ora parla di volti nuovi e guarda caso proprio quando se ne andrà qualcuno dei migliori. Le faccio presente che volti nuovi e da anni che volevamo vederne soprattutto quest estate era di dovere se solo si avesse un po’ di ambizione. Su via presidente sono anni che ci parla di crescita e progetto e non devo spiegarli io che x migliorarsi e importante non commettere gli stessi errori ma imparare da essi e invece lei dopo il flop di Niang arrivato all ultimo giorno di mercato si e giustificato con il fatto che non aveva fatto la preparazione dall’inizio. Bene allora xchè l anno dopo si e ripetuto con Zaza e Soriano ? E xchè quest’anno con verdi e Laxalt? Progetto: dove sono i nostri giovani? Dove sono le risposte alle sue promesse fatte a tutti noi dal 2005? E quelle a don Aldo Rabino? C’è poi il fila dove è più blindato della NASA e che ancora deve essere completato magari da qualche plusvalenza (visto che
    non la si è investita x giocatori di livello oltre che nel ruolo chiave) si poteva completare
    Su presidente oggi come tutte le volte da 15 le sue parole sono sempre le stesse resettare e ripartire ma nei fatti siamo sempre li quando (non solo quest’estate ) sarebbe bastato davvero poco x quel salto di qualità ma le sue risposte sono state: Messi non e in vendita, è davvero difficile rinforzare questa squadra, abbiamo la difesa più forte della squadra di Venaria, il tutto seguito poi da mi ispiro a Ferruccio Novo. Ho fatto meglio di Pianelli scomodando addirittura il Grande Torino e quello di Pulici e Graziani e ancora…. E il Torino più forte degli ultimi 40 anni. Parole sue suo suoi giornali. Su presidente lei e milanista non frega niente del toro il suo dna non c’è più la sua politica nel fare calcio si rivelata fallimentare nei risultati del campo sia nella crescita interna societaria. Su via presidente visto la situazione attuale visto l’umore della piazza la questione primavera e l insaputo quanto improvviso esperimento sociale ( che più che sociale si è rivelato un emarginazione visto i daspo ) le è sembrato il caso quanto rispettoso intervenire con “vendere ? Ve ne pentireste” Forse chi considera il Toro solo una società di calcio può darsi ma ne dubito fortemente invece chi nel Toro vede altro molto altro e per fortuna non lo si spiega altrimenti saremmo come tutti gli altri.
    Come dice sempre? non tarpiamo le ali a nessuno si faccia da parte e: “CI LASCI SOGNARE” xchè è quello che ci ha tolto

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