Le prime sfide di Longo: rivitalizzare un Toro seduto e riavvicinare i tifosi

Sirigu,Longo,Belotti

Riecco Moreno Longo sulla panchina del Toro. Dalla Primavera (con parentesi a Vercelli e Frosinone) dello scudetto alla prima squadra. E così il figlio del Filadelfia è tornato a casa. Contratto di cinque mesi con la speranza di prolungarlo. Stavolta per l’ennesimo progetto tecnico ideato e fallito da Urbano Cairo è stato Walter Mazzarri, a pagare il conto. E i… conti, a questo punto, sono stile Zamparini: 17 avvicendamenti di 12 allenatori in 14 anni.



L’ultimo, il tecnico livornese, si è arreso al termine di una riunione tumultosa negli spogliatoi di Lecce e dopo l’ennesima brutta, anzi orrenda figura. Quattro schiaffi hanno preceduto la resa dai conti. Davanti a tutti. Dirigenti e giocatori. E, infine, faccia a faccia con i tre più rappresentativi del gruppo: Andrea Belotti, Salvatore Sirigu e Lorenzo De Silvestri. A quel punto il tecnico è crollato, si è arreso, ha capito che non c’era più niente da salvare: tant’è che non è ripartito con la squadra, ma è rimasto da solo a Lecce per poi rientrare il giorno dopo. Ufficialmente per un’influenza, ma la realtà è che ha voluto scaricare rabbia e amarezza, in Salento. Da dove ieri è rientrato a casa, in Toscana, senza nemmeno presentarsi a Coverciano per la Panchina d’Oro a Gasperini. Si è detto stanco, stressato, spossato da questi 100 giorni di graticola, ma ha pagato le sue incertezze non soltanto tattiche. La chiusura del Fila, l’autogol Chiellini, la distinzione tra buoni e cattivi tifosi, i continui alibi per giustificare le sconfitte hanno portato ad attacchi e contestazioni allo stadio, sui social, nonché a striscioni impietosi. Il resto lo hanno fatto i risultati e i 15 gol presi nelle ultime tre partite. Mazzate che lo hanno fatto crollare. Per questo ha preso atto della situazione e si è fatto da parte. In mattinata ha trovato anche l’intesa per una risoluzione di contratto che comunque sarà perfezionata nella giornata di oggi. E lo ha fatto tutto d’un fiato, quasi come se volesse uscire il più in fretta possibile da un tunnel senza più uscite.

 Massimo Bava, con l’ok di Cairo, si è messo al lavoro per definire con Moreno Longo, compagno d’avventura dell’attuale ds per sette anni nelle giovanili granata, colmi di soddisfazioni. E’ la prima vera grande mossa da direttore sportivo del Toro. I due fino alle prime luci dell’alba hanno pianificato il da farsi. Prime avvisaglie di riscatto granata? Non si è perso tempo, intanto.

Inizia dunque la nuova avventura di Moreno Longo, stavolta sulla panchina della prima squadra, che si legherà ai granata fino a giugno. Se questa stagione si chiuderà bene, c’è la volontà della società di avviare con Longo un nuovo ciclo e bello lungo.

La prima sfida di Longo sarà il rilancio dei più giovani: Vincenzo Millico, ma anche quel Simone Edera che con Longo ha già lavorato in Primavera, vincendo anche uno Scudetto e una Supercoppa italiana. L’altra mossa potrebbe essere il cambio di modulo, ma difficilmente questo avverrà subito. Gli schieramenti base delle sue formazioni Primavera erano il 4-3-3, il 4-2-4 o il 4-2-3-1 ma, durante le sue esperienze alla Pro Vercelli e al Frosinone, ha optato spesso anche per schieramenti con la linea difensiva a tre.



Considerato che ora dovrà fare i conti con le tante assenze, che avrà gli uomini contati a centrocampo, sugli esterni e anche in attacco (almeno finché Zaza non tornerà a disposizione e al top della forma), più probabilmente Longo proseguirà sull’impronta tattica lasciata da Mazzarri. In questi giorni lavorerà per ridare serenità, coraggio e grinta a una squadra che ultimamente sembra aver perso tutto ciò. Lo farà all’interno di quel Filadelfia che, qualche anno fa, sognava di poter calcare da tecnico della Primavera. Salvo imprevisti, quel prato lo calcherà ora, ma da allenatore della Prima squadra e a porte aperte per i tifosi,almeno in parte.


One comment on “Le prime sfide di Longo: rivitalizzare un Toro seduto e riavvicinare i tifosi
  1. N O I ha detto:

    aleh!

COMMENTA L'ARTICOLO