Atto finale dell’arbitrato Rcs-Blackstone sul palazzo del Corsera


Il 14 gennaio gli avvocati delle parti hanno depositato le memorie finali. Ora il collegio ha dai 15 ai 90 giorni per esprimere il verdetto. Intanto Cairo ha chiesto una perizia sul valore dei suoi asset.Atto finale nella vicenda che oppone Urbano Cairo e il fondo Blackstone sulla contestata vendita del palazzo milanese di via Solferino, storica sede del Corriere della Sera.In breve: acquistato dagli americani nel 2013 per 120 milioni di euro, lo scorso anno stava per essere rivenduto ad Allianz per una cifra quasi doppia quando Cairo ha contestato l’operazione adducendo come motivazione che gli americani avessero approfittato delle difficoltà di Rcs per costringendola a svendere. Tesi che Blackstone ha duramente contestato.Blackstone ha fatto causa chiedendo alla casa editrice un indennizzo monstre, oltre 300 milioni di dollari, e per analogo importo al suo proprietario come persona fisica. Tutto poi è finito nelle mani di un collegio arbitrale (presidente Renato Rordorf, Enzo Roppo per Rcs e Vincenzo Mariconda per Blackstone) ora alle battute finali.

IL COLLEGIO HA DAI 15 AI 90 GIORNI PER ESPRIMERSI

Martedì 14 gennaio gli avvocati delle parti (Sergio Erede e Francesco Mucciarelli per Rcs, Francesco Gatti, Carlo Pavesi e Giuseppe Iannaccone per il fondo americano) hanno depositato le ultime memorie atte a illustrare le ragioni dei loro clienti, e ora il collegio ha dai 15 ai 90 giorni di tempo per esprimersi. Se venisse rispettata la parte bassa dell’arco temporale, a fine mese ci sarà dunque il verdetto. Entrambe le parti, come è ovvio che sia, si dicono confidenti in un esito a loro favorevole.

CAIRO HA CHIESTO UNA PERIZIA SUL VALORE DEI SUOI ASSET

Intanto Cairo, ma non è detto che la sua iniziativa sia correlata all’arbitrato, ha chiesto a una nota società di consulenza e revisione una perizia sul valore di tutti i suoi asset. In genere, simili mosse preludono a una riorganizzazione societaria o a qualche operazione di natura straordinaria.Fonte: Lettera43

COMMENTA L'ARTICOLO