Il pensiero di un tifoso:”Il Toro di Cairo e Mazzarri mette tristezza”


Avete presente le lettere di “prevenzione serena” ?
Le trovi nella buca in mezzo ai depliant di pubblicità ed ai bollettini molesti che chiedono contributi i più disparati per associazioni le più improbabili.
Sono uno strumento utile, perché la prevenzione è importante, anzi spesso è fondamentale.

Prima di approcciarsi al Torino FC (non lo chiamo Toro per ovvi motivi) occorrerebbe una lettera di quel tipo, anzi, sarebbe dovuta arrivare 14 anni fa.

Vedere le partite del Torino della premiata ditta Cairo/Mazzarri, è deprimente, avvilente, mortificante.
Ti mette una tristezza indicibile addosso, un po’ come quando butti un occhio agli annunci mortuari e leggi una cosa del tipo “a funerali avvenuti ne danno il triste annuncio i cugini ed i parenti tutti”…
nemmeno un fratello, un figlio, un cognato che pianga il morto: non se lo ricorderà più nessuno.
Ecco…noi siamo così.

Aldilà delle frasi di rito sulla cultura del lavoro, la compattezza dell’ambiente, delle giustificazioni Mazzarriane, e dei virtuosismi letterari di “giornalisti” improvvisati o proni ai desideri del padrone del vapore, se ne accorgerebbe anche Stevie Wonder che questa squadra non solo non gioca al calcio, ma nemmeno ci prova.

Non giocano a calcio perché non si divertono, è evidente: scendono in campo con il morale sotto i tacchi, con il loro “condottiero” che si caga nelle mutande 365 giorni l’anno.

Una condizione patetica, un mal di vivere che ti entra sotto la pelle e non ti abbandona più.
È la cosa meno “da Toro” che abbia mai visto in vita mia…ma forse è proprio perché il Toro non esiste più.

Qualche anno fa andava di moda il “celodurismo” non so se ve lo ricordate.
Venne sdoganato da Umberto Bossi e poi in qualche modo adottato un po’ ovunque.

I tifosi del Toro non fecero ovviamente eccezione in questo senso: i tifosi “da bollino”, vieni a dirlo al bar, io sono più granata di te etc etc etc
Tutta una sequela di frasi fatte buone per ogni occasione, per aumentare il proprio ego e sentirsi meglio con se stessi.

Oggi quella fase è addirittura superata: siamo andati oltre.
Dal celodurismo siamo passati al celomoscismo, e cioè quella particolare condizione per la quale, per essere in qualche modo più tifoso di un altro, devi essere pronto a subire senza proferire verbo, accontentarti di qualche selfie, andare allo stadio, berti una birra e non rompere i coglioni.

Cairo, novello Ferruccio Novo,va lasciato tranquillo, Mazzarri va lasciato tranquillo, i ragazzi vanno lasciati tranquilli.

Sorbiamoci le solite dichiarazioni scontate sul lavoro, le responsabilità, unità di intenti etc etc accettiamole e stiamo in silenzio.
Cazzi mosci, palle mosce e sorriso stampato in faccia: pare essere questa alla fine, la ricetta per vivere sereni, felici e fintamente granata…

C’è poco da fare: siamo sempre stati avanti.
Oggi siamo talmente avanti che siamo tornati indietro.

Ernesto B.


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