Sostiene Erdogan,il St.Pauli licenzia il suo giocatore


Il St. Pauli prende la sua decisione e licenzia il suo centrocampista Cenk Sahin, che si era reso protagonista di alcuni post su Instagram nei quali inneggiava alla guerra di Erdogan contro il popolo curdo in Siria. Ecco un passaggio del comunicato: “I principali motivi sono il ripetuto disprezzo dei valori del club e la necessità di proteggere il giocatore. Il fatto che rifiutiamo ogni atto di guerra non può essere in discussione“. Il club tedesco, che milita nella Zweite Liga (la seconda divisione del paese), concederà però al turco di continuare ad allenarsi coi compagni visto che il contratto resta in essere: resta salva la possibilità di trovarsi altre squadre per il centrocampista.

Il club tedesco, militante nel campionato di Serie B, ha deciso di porre fine al contratto di Cenk Sahin. L’esterno classe ’94 aveva appoggiato, negli ultimi giorni, il Presidente turco Erdogan per aver schierato l’esercito nel nord della Siria. “Il fatto che rifiutiamo gli atti di guerra non è suscettibile di dubbio o discussione. Questa solidarietà è in contrasto con i valori del club”.

La presa di posizione in favore di Erdogan da parte dei giocatori turchi sta prendendo una brutta piega. C’è chi pensa di boicottare la finale di Champions ad Istanbul del prossimo giugno, altri sono pronti a licenziare i propri giocatori perché in contrasto con i valori del club.

Cenk Sahin, ex capitano della Nazionale Under 20 della Turchia, che non ha nessuna parentela con Nuri Sahin, ex giocatore di Borussia Dortmund, Real Madrid e Liverpool. Sahin, come tanti altri giocatori, anche della Nazionale maggiore, ha sostenuto Erdogan per lo schieramento dell’esercito nel Nord della Siria attraverso i propri social e si è rifiutato di rimuovere il tutto dopo una richiesta specifica del suo club.

“Dopo ulteriori colloqui tra i dirigenti del club e il giocatore, Cenk Sahin, è stato liberato dall’allenamento e dalle funzioni all’interno della squadra con effetto immediato. I principali fattori nel prendere questa decisione, sono stati il suo ripetuto disprezzo per i valori del club”

” Dopo numerose discussioni con fan, membri della società e amici le cui radici affondano in Turchia, ci è diventato chiaro di non poter e dover tentare di misurare in dettaglio le sfumature della percezione e degli atteggiamenti di altri background culturali. Il fatto che rifiutiamo gli atti di guerra non è tuttavia suscettibile di dubbio o discussione. Questi atti, e l’espressione di solidarietà nei loro confronti, sono in contrasto con i valori del nostro club”

Da qui la decisione di salutare Sahin che da ora è un giocatore libero a parametro zero. C’è già chi gli ha presentato un’offerta: il Basaksehir, la squadra del presidente Erdogan.

Né Roma, né la Juventus hanno avuto lo stesso atteggiamento contro Under e Demiral, che a loro volta avevano avuto atteggiamenti simili sui sociali, cancellando poi puntualmente i post. La questione resta, ma finora non è arrivata nessuna presa di posizione pubblica da parte delle due società, nello sgomento generale. Valon Behrami, che dalla guerra invece è scappato da bambino, ha condannato fermamente l’episodio.


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