Gramellini:”Più Var,meno Meitè”


Gli allenatori moderni, purtroppo anche Mazzarri, hanno un’ossessione per la muscolatura. Se potessero, manderebbero in campo undici bronzi di Riace.

Abbiamo una certa esperienza di furti a Marassi sotto la pioggia e contro la Samp. I fratelli di virus della mia generazione ricorderanno tra i peggiori incubi della loro infanzia il colpo di testa di Agroppi che il blucerchiato Lippi, juventino ancor prima di diventarlo, respinse con i piedi una spanna dentro la porta. Il signor Barbaresco da Cormons ignorò il gol e la Juve vinse lo scudetto per un punto. Quello. Chissà come se la sarebbe cavata Barbaresco con il Var. L’arbitro di domenica lo aveva a disposizione, ma ne ha fatto volentieri a meno. Scomodare la madre di tutte le ruberie per la spintarella di Gabbiadini a Lyanco è però un regalo che i nostri prodi non meritano. Hanno giocato male. Anzi, non hanno giocato proprio. E, tra tutti, il peggiore è stato Meité.

Meité non è una mezzala, ma un mezzo giocatore. Dalla sua, oltre a una tecnica innocua, ha solo il fisico. E gli allenatori moderni, purtroppo anche Mazzarri, hanno un’ossessione per la muscolatura. Se potessero, manderebbero in campo undici bronzi di Riace. Ma la grinta e la classe contano più del fisico. Lo dimostra Baselli, che nella nuova posizione davanti alla difesa, dove non è costretto a prodursi in accelerazioni che non ha, ruba più palloni di quanti Meité riesca a perderne: un’infinità.

Il Toro ha tre elementi dotati di piedi buoni: Ansaldi, Iago e Verdi. Se i primi due mancano, il terzo deve giocare sempre. Altrimenti, dopo Lecce e Samp, qui si rischia di far risorgere persino il Milan.

Massimo Gramellini

Fonte Corriere di Torino


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