Come cambia l’attacco con Verdi


L’arrivo di Simone Verdi ha delineato diversi scenari per l’attacco granata. Ecco come Mazzarri potrebbe utilizzarlo

«Per arrivare al massimo dovrò lavorare. I metodi di lavoro so che sono diversi, avrò bisogno di un po’ d’adattamento». Parlava così Simone Verdi venerdì scorso, durante la sua conferenza di presentazione da giocatore del Torino. Tradotto: se il mister chiama, lui risponde presente pur non essendo ancora al massimo. E non è escluso che Mazzarri possa farlo sin dalla prossima giornata contro il Lecce.

Ipotesi che, questa, ancora tutta da delineare. Proprio perché il mister ha sicuramente la volontà di tirare a lucido Verdi per averlo al massimo della condizione. Gli uomini in attacco, d’altronde, non mancano. L’ex Napoli può solamente aprire diverse strade in più per i granata. Attualmente il 3-5-2 è lo schema prediletto. In questo inizio di stagione Zaza è apparso più in forma che mai, per cui affiancarlo a Belotti è stato quasi un obbligo. Con Verdi gli scenari possono cambiare.

«Numericamente il modulo si chiama 3-4-3», spiegava il fantasista sempre in conferenza. In quel caso si delineano due opzioni principali con la sua presenza. Nel citato 3-4-3 ci sarebbe spazio per i due bomber e una pedina di pura fantasia, che può essere rappresentata da Verdi stesso o da un profilo come Berenguer. In alternativa spazio al trequartista alle spalle del tandem Zaza-Belotti. Mazzarri ha adesso l’imbarazzo della scelta, ed era proprio quello che desiderava dopo il mercato.


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