"Quegli errori nel Derby e in Europa League..." - IL TORO SIAMO NOI
"Quegli errori nel Derby e in Europa League..." - IL TORO SIAMO NOI
"Quegli errori nel Derby e in Europa League..." - IL TORO SIAMO NOI
"Quegli errori nel Derby e in Europa League..." - IL TORO SIAMO NOI
"Quegli errori nel Derby e in Europa League..." - IL TORO SIAMO NOI
"Quegli errori nel Derby e in Europa League..." - IL TORO SIAMO NOI

“Quegli errori nel Derby e in Europa League…”


Una carriera per ora scarna di titoli, ma sicuramente molto intensa e ricca di emozioni. Marco Benassi, all’età di 24 anni, ha già avuto modo di giocare in tre club della nostra Serie A, tutti blasonati e ricchi di storia. Dagli esordi con l’Inter all’esperienza con il Torino, fino al suo presente con la Fiorentina, il centrocampista classe 1994 ha ripercorso la sua carriera calcistica in una lunga intervista a DAZN.

L’esordio con l’Inter

Queste le sue parole a proposito dell’approdo in Serie A: «Ricordo che tre giorni prima di Inter-Pescara Javier Zanetti mi prese da parte e mi disse: “Guarda che il mister ti fa giocare insieme a me, non preoccuparti, dove non arrivi tu, arrivo io!”. Sono andato in campo sereno, facendo il meglio che sapevo fare. Ero molto giovane, non mi rendevo ancora conto di quello che stavo facendo. Oggi sono un ragazzo maturo che vive ogni singola situazione in maniera diversa rispetto al passato».

L’esperienza al Torino

A Torino, un’esperienza di crescita e ricca di responsabilità: «Mi sono ritrovato ad essere capitano in Under-21, poi all’improvviso è arrivata la fascia al Torino. Le esperienze vissute, in un certo senso, mi portano un po’ a dare consigli e a essere il primo a trovare delle soluzioni ai problemi. Sono diventato genitore a 20 anni e poi ho avuto un altro figlio. Mi sono sposato presto, quindi le responsabilità sono aumentate fin da subito. All’Inter avevo fatto poche presenze, mentre nella parentesi al Livorno avevo giocato solo nel girone di ritorno. Quindi quella di Torino è stata la mia prima vera esperienza da Serie A. Ovviamente, non sono mancate le difficoltà, molto sentite soprattutto nei primi tempi: l’errore nel Derby, l’espulsione in Europa league… è stata dura. I tifosi però non mi hanno mai abbandonato e mi hanno accompagnato in questo percorso di crescita. Dal secondo anno, le cose sono decisamente migliorate. Ora, da uomo, posso dire che se dovessi commettere degli errori li vivrei in modo diverso, mentre prima mi sentivo costantemente sotto esame».

Il presente con la Fiorentina

Infine, un pensiero anche al suo presente in maglia viola: «Qui a Firenze l’atmosfera è unica, quando esci dal tunnel senti il calore della gente di qui. Ogni volta sembra di giocare in 12, questo pubblico è una presenza costante durante le gare. A livello personale penso sia la stagione migliore della mia carriera e ciò mi rende molto felice. A livello di squadra, invece, penso che abbiamo sempre fatto il nostro gioco, ma siamo indietro rispetto al nostro obiettivo. Dobbiamo migliorare qualche aspetto, perché in alcune gare abbiamo raccolto meno rispetto a quanto creato e questo ci ha portato via un po’ di punti. Segno tanto? Qualche volta mi fermo a pensarci, perché per me è una cosa nuova. Credo che molto sia dovuto alla posizione che il mister mi ha trovato quest’anno, decisamente più avanzata e vicina alla porta. È un aspetto che aiuta molto sotto porta!».