Radonjic:"Juric è il miglior allenatore mai avuto,spero di segnare tanto" - IL TORO SIAMO NOI
Radonjic:"Juric è il miglior allenatore mai avuto,spero di segnare tanto" - IL TORO SIAMO NOI
Radonjic:"Juric è il miglior allenatore mai avuto,spero di segnare tanto" - IL TORO SIAMO NOI
Radonjic:"Juric è il miglior allenatore mai avuto,spero di segnare tanto" - IL TORO SIAMO NOI
Radonjic:"Juric è il miglior allenatore mai avuto,spero di segnare tanto" - IL TORO SIAMO NOI

Radonjic:”Juric è il miglior allenatore mai avuto,spero di segnare tanto”

Nemanja Radonjic si racconta per la prima volta da quando è al Torino. Lo fa alla Gazzetta dello Sport a pochi giorni dalla sfida contro il Milan: “Maradonjic? Bellissimo. Mi ha toccato il cuore, ringrazio i tifosi: non mi era mai accaduto. Complimenti a parte, a me interessa lavorare duramente e in silenzio tutti i giorni ascoltando il mister. Udine? Tanta felicità, sia per il gol sia per l’assist per il nostro bomber Pellegri. Sono felice perché finalmente al Toro sto trovando quelle sensazioni di cui ho bisogno: la continuità e i gol. Negli ultimi anni non avevo giocato tanto, poi ho incrociato il Toro e Juric che mi hanno fatto sentire importante. Avevo bisogno di questo calore. Ci avviciniamo al Mondiale, sono contento del mio percorso. Ho la testa solo sul campionato, poi al Mondiale ci dovrei essere. Speriamo…”.

TORINO – “In estate ho detto al mio procuratore: “Voglio solo il Toro”. Mi piaceva l’idea di tornare in Italia e volevo lavorare con Juric. Prima di firmare, il mister mi disse: “Ho bisogno di te”. Ho trovato un club che mi posto al centro, è stato fondamentale. Ho talmente voluto il Torino che ho rinunciato anche a una parte del mio vecchio ingaggio”.

JURIC – “Sostiene tutti. Lavoriamo tantissimo e ci aiuta a crescere. È un grande allenatore, il migliore che abbia avuto in carriera”.

TALENTO – “Guardi che il talento è solo il 5% del bagaglio di un calciatore. Ovvio, devi averlo. Ma da solo non basta. Il talento ce l’hanno in tanti. Per fare la differenza devi aggiungere il resto. E lo fai lavorando duramente, dormendo e riposando bene, con una corretta alimentazione. È diventato il mio stile di vita”.

SABATINI – “Il direttore che mi ha scoperto portandomi in Italia. Birichino? Poteva valere a 18 anni, l’epoca in cui sono stato alla Roma. Oggi sono cambiato. Mi sento maturo, pronto. Ho capito tante cose: oggi ho un’altra testa”.

LEAO – “Juric mi ha paragonato a lui? Me lo ricordo: “Fa cose senza senso oppure può cambiare le partite come Leao”. Lui è un fenomeno. Quando il mister dice queste cose mi piace: è responsabilità e fiducia. E io amo caricarmi di responsabilità”.

OBIETTIVO – “Spero di segnare tanto e di fare tanti assist. Non sono un attaccante egoista, provo più piacere nel fare il passaggio decisivo”.

COMMENTA L'ARTICOLO