Rincon:”Senza pubblico è dura trovare la motivazione,ma dobbiamo riuscirci”

Thomas Rincon, centrocampista del Torino, è stato ospite dell’istituto Sant’Anna di Torino nel corso della “giornata della scienza organizzata”. Questo il suo pensiero sulla pandemia che ha condizionato tutto il mondo: “Il mondo è cambiato rispetto a due anni fa, dobbiamo essere molto attenti e prudenti, da un anno ormai stiamo facendo solo lavoro-casa, casa-lavoro, la vita è cambiata per tutti quanti. Dobbiamo essere prudenti, è un avversario tosto che non riusciamo a battere, la speranza è tornare a dare il giusto valore alle piccole cose che due anni fa davamo per scontate”.

Che effetto ha avuto la pandemia nel calcio?
“Non è il calcio che sognavamo da bambini, ci piace avere la gente e gli stadi pieni. In questo momento non è possibile, ma bisogna trovare la giusta spinta e motivazione, anche se senza tifosi è dura”.

In Venezuela la situazione com’è?
“La pandemia ha peggiorato una situazione non facile, spero che la seconda ondata passi presto”.

Aveva un idolo da piccolo?
“Il mio idolo era Ronaldo il Fenomeno, anche se non sono mai stato un attaccante”.

In vista del derby cosa vorresti dire a chi guarderà la partita?
“Di avere pazienza. Sappiamo l’importanza che ha questa partita per i nostri tifosi, specie per la classifica che abbiamo, dobbiamo cercare di ritrovare dei punti e questa è una sfida molto stimolante. Spaventato? Mai, le paura nella vita sono altre. Una partita di calcio non ti mette paura, c’è voglia di giocare e di battere un avversario importante”.

In una partita quanto influisce avere uno stadio completamente vuoto?
“Il nostro lavoro è essere motivati sempre, ma lo stadio pieno ti dà la spinta in più, una carica in più. Il calcio senza pubblico non è quello che amiamo tutti, ma ora la priorità va data alla salute”.

Come è stato passare dalla Juventus al Torino?
“Non è stato semplice, la gente mi guardava con circospezione ma con lavoro e disciplina sono riuscito a entrare nei cuori dei tifosi granata. La società e i compagni mi hanno dato una grande mano ad adattarmi alla nuova piazza”.

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