Giampaolo:”Il Toro l’ho trovato migliorato”

Marco Giampaolo è intervenuto in occasione della conferenza stampa in vista della partita di domani contro la Juventus. Queste le sue parole.


“In questi giorni sono stato lontano dalla squadra, ma non emotivamente. Ci sono sempre stato. Dal punto d vista della salute, io sono stato asintomatico i primi due giorni, poi qualcosa ho avuto e ancora mi porto dietro qualche sintomatologia. Bisogna fare attenzione e fare sacrifici, come stare da soli ed evitare luoghi affollati, altrimenti il rischio è di cascarci dentro dal nulla. Posso dire che 20 giorni a casa è pesante.

Ho lavorato molto, avevo gli occhi fissi sul video. Ho visto tante partite sia nostre sia degli avversari. I miei collaboratori? Sono stati bravi a dare continuità alla programmazione. Con la squadra mi sono confrontato in riunioni video. L’aspetto più negativo è vedere giocare la squadra dal divano“.
 

“Il Toro l’ho trovato migliorato e migliora sempre di più. In questa prima parte di campionato siamo stati penalizzati oltre modo dalle situazioni, avremmo potuto avere più punti. Però c’è stato un crescendo nelle prestazioni e la squadra ha fatto enormi passi in avanti. L’augurio adesso è di migliorare sempre e imparare a uscire meno penalizzati da quelle situazioni che fin ora hanno dato un riscontro negativo“.


“Zaza? Ho parlato con lui come con tutti gli altri. Stava bene anche prima che io lo lasciassi, perché stava facendo buone partite. Il giorno in cui sono risultato positivo al Covid ho anche avuto una discussione con lui. Simone era appena tornato e gli ho detto quello che gli dovevo dire. Gli ho spiegato che volevo che continuasse con un certo atteggiamento per proseguire nella sua crescita. Ma ho parlato con Zaza come con tutti gli altri“.



“Non è un problema di sistema. Io con l’Inter avevo già programmato di giocare con il 3-5-2 15 giorni prima perché sapevo che dovevamo giocarcela così. Come avevamo già fatto anche contro Sassuolo e Lazio. Dietro c’è stato un pensiero, perché questo modulo rispecchia alcune qualità delle squadre. Entrambi i moduli sono una risorsa. Anche l’ultima partita l’abbiamo risolta cambiando modulo. Ma sono altre le argomentazioni su cui discutere”.



“Noi siamo la squadra che ha subito più reti. Siamo la peggior difesa del campionato e siamo tutti con le orecchie lunghe da mettere dietro la lavagna. È così nei numeri, ma poi si deve fare una ricerca e approfondire le dinamiche. Abbiamo parametri a cui facciamo riferimento che si riferiscono a quante occasioni concediamo negli ultimi 35 metri, per quanto tempo gli avversari sostano nella nostra metà campo, ogni quanti minuti gli avversari creano un’occasione da gol, quanti tiri prendiamo nell’area di rigore o quanti ne prendiamo in generale. In base a questi parametri, 3 di questi sono nella media, quindi da decimo posto, mentre per gli altri 2 siamo tra i migliori. Noi siamo ventesimi nella percentuale di gol subiti in proporzione delle occasioni concesse: prendiamo gol ogni due tiri. Siamo penalizzati da questo dato ma questo può essere determinato da un tiro all’incrocio dei pali o da un errore stupido. Noi non perdiamo mai l’inerzia durante la partita, non abbiamo mai avuto la sensazione del prendere gol. Noi prendiamo gol inaspettatamente, anche nel momento migliore e l’esempio è il 2-1 contro l’Inter”. 


“Rodriguez? Nella difesa a 3 ho 6 giocatori: Rodriguez, Buongiorno, Izzo, Nkoulou, Lyanco e Bremer. 3 giocano e 3 non giocano. Quindi Rodriguez gioca centrale. Nella difesa a 4 gioca terzino. Non lo vedo come quinto“.



“Cuore sempre, organizzazione e personalità, quella che chiedo costantemente ai miei giocatori. Giocare la partita senza lasciarsi far giocare dalla partita. Il derby senza tifosi? Il calcio o il derby senza tifosi è surreale. Il derby è qualcosa che respiri il lunedì in vista della partita di domenica. Lo percepisci attraverso le relazioni che hai con la gente nel quotidiano. Adesso è impossibile. Non ci sono parametri per paragonare i derby che ho vissuto. Il calcio senza tifosi è playstation“. 

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