È morto Ezio Bosso,grande artista torinese e tifoso del Toro

“Per Ezio Bosso essere torinista, per alcuni di coloro che verranno, è qualcosa che li attende, di qualcosa di inevitabile nella legge di natura del calcio e della verità genetica di cui saranno portatori e prosecutori. Il calcio si è evoluto ed è stato abbracciato da generazioni di persone nel tempo grazie a questa fondamentale verità naturale, che solo grandi artisti come Ezio Bosso riescono a spiegare con sguardo evidente e semplici parole.”

Bosso e il Toro.
«Amore e rispetto, sempre!».

Il musicista Ezio Bosso si è spento a soli 48 anni nella sua casa di Bologna. Direttore d’orchestra, compositore e pianista aveva commosso il mondo quando alcuni anni fa aveva annunciato di essere malato di una patologia neurodegenerativa. Una malattia che lo aveva di fatto costretto a ritirarsi dalle scene nel settembre 2019 quando disse “non posso più suonare”. Era nato a Torino il 13 settembre 1971.


Musicista di straordinario talento, era stato scoperto dal grande pubblico nel 2016, quando Carlo Conti lo aveva invitato al Festival di Sanremo come ospite d’onore. L’esecuzione di “Following a Bird”, una composizione inserita nell’album “The 12th Room”, aveva colpito tutti e improvvisamente il nome di Bosso non era più riservato a una nicchia di culturi della musica colta.  

Di tanto in tanto concludeva i suoi concerti suonando la canzone “Grande” che i suoi ex compagni Statuto avevano inciso in onore del Toro. Di una cosa si rammaricava: “Mai visto un giocatore granata ai miei concerti, ma molti juventini. Trezeguet mi ha voluto conoscere e dice di essere un mio fan”.


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