“Per il Toro battere il Real è stata una grande consacrazione”

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Ventotto anni fa domani, era il 15 aprile, il Torino toccava il punto più alto della sua autostima trascinato dai 60mila spettatori del Delle Alpi. Il gruppo di Mondonico ribaltò il 2-1 dell’andata con un gol per tempo (autogol di Rocha e sigillo di Fusi) conquistando il pass per la finale di Coppa Uefa. In quella squadra giocava dal 1990 un grande ex delle merengues, Rafael Martin Vazquez, uno dei più grandi colpi di mercato della storia granata.

Vazquez, eravate più forti o incoscienti?

«Tutti e due, ma il Toro era ad un livello altissimo e affrontare il Real, che di solito
giocava la Coppa dei Campioni, fu la sua consacrazione».

Quando capiste di poter battere la squadra di Beenhakker?

«Dopo i primi 90’. Il Bernabeu era uno stadio difficilissimo, il 2-1 finale dopo essere andati in vantaggio con Casagrande ci diede consapevolezza».

Come passaste le due settimane prima del ritorno?

«Il Real era il nostro chiodo fisso, sebbene ci fosse anche la Serie A. Quando scendemmo in campo eravamo convinti, dal primo all’ultimo, di poter ribaltare il risultato. Eravamo al top della condizionepsico-fisica».

Quanto contò Mondonico nell’approccio alla sfida?

«Tanto, aveva una mentalità vincente, ci diceva sempre
che ce l’avremmo fatta. Il resto è merito dei tifosi».

Si ricorda cosa vi disse negli spogliatoi?

«Di non prendere gol, loro avevanoungrandeattacco».

Come la vinceste?

«Con la testa, e le nostre frecce: una difesa forte e gente
che sapeva far male. Abbiamo fatto la partita perfetta».

Il suo arrivo al Toro è coinciso con l’ultimo periodo d’oro del club e nessuno se lo dimentica. Così come i tifosi granata non dimenticano Rafa Martin Vazquez, intervistato in esclusiva da Tuttomercatoweb.com per parlare di Serie A e non solo.

Lui guarda il Toro, ma non capisce: “Veramente strano quello che è successo, l’anno scorso era stato protagonista di un ottimo campionato e in questa stagione l’inizio non era stato così male. Ad un certo punto sembrava anche che fosse sulla strada giusta poi non so dire cosa sia successo. Hanno cambiato anche l’allenatore e ora naturalmente spero che possa riprendersi presto. Certo, da ex granata sono un po’ preoccupato, mi auguro che sappia lottare e risalire la classifica. Belotti? Lui è un gran cannoniere e anche lui saprà trascinare la squadra”.

Più in generale “la Juve in passato aveva sempre comandato e solo il Napoli aveva provato a fermarla. Ora la Lazio e l’Inter danno filo da torcere ai bianconeri e lottano per lo scudetto. Tra l’altro la Lazio ha uno stile di gioco eccezionale, segna tanti gol, si fanno apprezzare tutti. Così come l’Atalanta, sempre all’attacco e capace di fare tante reti, come abbiamo visto anche in Champions con il Valencia. Resta da vedere cosa succederà alla ripresa, che tipo di approccio ci sarà quando si ricomincia”.

Fonte La Stampa

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