Lutto nel mondo del calcio

Lutto nel mondo del calcio

Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club partecipano sentitamente al dolore della famiglia Peirò per la scomparsa di Joaquin Peirò, ex attaccante spagnolo che nella sua brillante carriera vestì anche la maglia granata dal 1962 al 1964, collezionando 56 presenze e 18 reti.

Ha giocato con Inter, Torino e Roma in Italia, con Atletico Madrid e Murcia in Spagna. Ha giocato e segnato con la nazionale spagnola, ha disputato i mondiali in Cile ed in Inghilterra. Ma nella storia del calcio la figura di Joquim Peirò, morto oggi all’età di 84 anni, resta legata al gol realizzato la notte del 12 maggio 1965 contro il Liverpool. L’Inter, la grande Inter di Helenio Herrera, deteneva la Coppa dei Campioni, conquistata l’anno prima a Vienna contro il Real Madrid. Per poterla difendere nella finale (prevista in quella stagione proprio a San Siro) contro il Benfica di Eusebio, era necessario compiere la grande impresa nella semifinale contro il Liverpool dopo la pesante sconfitta (3-1) accusata nella gara d’andata in terra inglese. 

Il momento di Peirò arrivò dopo una manciata di minuti, con l’Inter già avanti di un dopo una foglia morta adagiata da Mariolino Corso alle spalle del portiere degli inglesi Lawrence. Lo stesso Lawrence in una delle azioni seguenti anticipò Peirò, schierato da Herrera con il numero 9, sbattendolo in terra e pensando di aver risolto la questione.

Abituato ai centravanti britannici dell’epoca, tutta potenza e magari privi di quel pizzico di astuzia, il buon Lawrence non si curò dello spagnolo andando al rinvio. Un rimbalzo, due, al terzo Peirò rinvenne dal nulla anticipandolo con il sinistro e mettendo in rete con il destro. Fu il 2-0, arrotondato nella ripresa con il tris di Facchetti. Una rete che spalancò le porte alla finale poi vinta dai nerazzurri contro il Benfica. Fu uno dei tanti trionfi di Peirò, che con Mazzola e compagni vinse anche due Coppe Intercontinentali (nel 1965, nell’andata vinta 3-0 contro l’Independiente di Avellaneda aprì le marcature) e due scudetti.

In Italia, dopo aver vinto con l’Atletico Madrid una Coppa delle Coppe, era arrivato ingaggiato dal Torino. Dopo i due anni trionfali all’Inter, approdò alla Roma, dove è ricordato ancora oggi con grande affetto dai tifosi. Della squadra giallorossa divenne per due stagioni anche capitano e conquistò la coppa Italia del 1969, la seconda nella storia del club. L’anno dopo sfiorò la finale della Coppa delle Coppe, ma dopo una infinita trilogia di gare contro i polacchi del Gornik Zabrze la sorte voltò le spalle ai capitolini. Finì con il sorteggio e con Peirò che scelse – sbagliando – testa. Solo dopo si seppe che la scelta era stata suggerita dal tecnico dei giallorossi, che era diventato – ironia della sorte – proprio Helenio Herrera.


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