Il Codacons ha subito diramato un comunicato: “ร evidente che, in caso di limitazioni al pubblico per gli incontri calcistici, chi ha in mano biglietti e abbonamenti abbia diritto al rimborso, al pari di quanto sta avvenendo per biglietti aerei e pacchetti vacanza non usufruiti a causa del Coronavirus – si legge nella nota del Codacons -. In particolare le societร dovranno restituire agli utenti la parte di abbonamento allo stadio non goduta, proporzionale al numero di partite disputate a porte chiuse, e rimborsare integralmente i singoli biglietti, considerato che a fronte di un pagamento da parte dei consumatori non sarร resa la controprestazione oggetto del contratto. Se le societร calcistiche rifiuteranno di disporre rimborsi in favore dei tifosi, scatterร nei loro confronti una maxi-class action promossa dal Codacons per conto di migliaia di utenti danneggiati nei loro diritti fondamentali”.
Le condizioni generali degli abbonamenti del Torino danno le garanzie dovute. Infatti, si legge al punto 3, “Nei casi di squalifica del campo con disputa della partita in altro stadio, ovvero di obbligo di giocare le partite a porte chiuse, lโabbonato โ sempre che non abbia concorso a causare la responsabilitร , neppure oggettiva, del Torino F.C. – avrร diritto al rimborso del rateo di abbonamento o, a sua scelta, ad un tagliando sostitutivo per assistere alla partita in altro stadio (salvo disponibilitร ). Eโ in ogni caso escluso il risarcimento dei danni, salvo il caso di inadempimento colpevole del Torino F.C”. Il club granata dunque, con modalitร che verranno comunicate dalla stessa societร sul proprio sito ufficiale,si adopererร per i rimborsi di parte della cifra degli abbonamenti a chi ne farร richiesta.
