Tutte le spine del Toro:così sarà una via crucis fino a maggio


Il calcio di Moreno Longo, si è già notevolmente capito, è molto più propositivo rispetto a quello espresso da Walter Mazzarri. Il problema sta negli uomini a disposizione: a parte il ridotto numero di elementi nel reparto, quello che manca a questa squadra è un minimo di qualità in mediana, che spesso e volentieri spegne le azioni sul nascere, soprattutto quando si tratta di ripartire in contropiede. Nella prima partita in cui i granata sono rimasti vivi fino alla fine senza crollare a livello psicologico, questa situazione si è potuta facilmente riscontrare in almeno una decina di giocate sbagliate che hanno vanificato in partenza l’impostazione del gioco, talvolta lanciando il contropiede degli avversari. In questo senso potrebbe venire in aiuto il rientro di Daniele Baselli, forse l’unico in grado di mettere in mostra piedi quantomeno sufficienti.

Pochissime le occasioni create, un unico colpo di testa di Belotti intorno all’ora di gioco tra l’altro lento e centrale, qualche passo avanti dal punto di vista atletico, con i granata che sono usciti nella ripresa. Ma non basta per uscire dalla crisi: un’altra gara chiusa senza reti all’attivo, sono tre nelle ultime quattro uscite. E la classifica mette sempre più i brividi, la distanza sulla zona rossa si è ridotta a cinque lunghezze. Di questo passo, sarà una sofferenza fino a maggio. I numeri dell’attacco, intanto, sono sempre più da retrocessione.

One comment on “Tutte le spine del Toro:così sarà una via crucis fino a maggio
  1. Giuseppe Sanna ha detto:

    Una gestione scellerata a partire dal DS. Ancora più ridicolo aspetto tecnico atletico del gruppo di lavoro. Situazione evidente già a Novembre. Diabolico come non è stata gestita la situazione

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