Curva Primavera: una tifosa scrive al Ministro dell’interno


Egregio Ministro Luciana Lamorgese,

Le scrivo per sottoporre alla sua attenzione quanto successo nella mia città, Torino, ed in particolare per le vicende che hanno avuto luogo all’interno dello Stadio Olimpico Grande Torino, in occasione delle partite di calcio disputate dalla squadra Torino FC, squadra che seguo da oltre 40 anni.

L’antefatto è che è in corso da anni ogni genere di repressione nei confronti dei tifosi di una delle due curve, la cosiddetta “Primavera”, dove sono confluiti i gruppi di tifosi che sono stati sostanzialmente cacciati, con metodi non esattamente “pacifici” , dall’altra curva, la “Maratona”, curva favorevole – grazie ad una serie di benefit elargiti dalla società calcistica– alla presidenza di Urbano Cairo.
I gruppi della Primavera, ed in particolare in questi ultimi tempi i Torino Hooligans, contestano invece da tempo l’operato del Presidente del TorinoFC.
Nei confronti dei tifosi della Primavera si è addirittura arrivati a provvedimenti giudiziari per il semplice motivo di non aver rispettato il posto assegnato nel seggiolino, mentre è notorio che in alcuna curva di alcun stadio italiano praticamente nessuno ha mai rispettato tale norma.

Arrivando ai gravi fatti attuali, nel corso delle partite contro le squadre del Napoli e dell’Inter, sono stati fatti entrare nella Curva Primavera esponenti delle tifoserie avversarie, non rispettando la norma che prevede il loro posizionamento nel “Settore Ospiti” a loro dedicato.
Inoltre nella partita contro l’Inter, i tifosi avversari sono stati fatti accedere all’interno dello stadio senza alcun controllo, quindi senza che fossero a loro sottratti oggetti atti ad offendere, come aste, bastoni, ombrelli e (pare) anche coltelli.
Infine gli stewards che avrebbero dovuto creare una separazione fra le due tifoserie erano numericamente insignificanti, dai tanti filmati visibili in rete si possono contare due o tre stewards, che ovviamente erano impossibilitati a contenere le centinai di tifosi interisti che volutamente cercavano lo scontro con i tifosi del TorinoFC.
Questa situazione ha provocato una rissa, con seri problemi all’incolumità dei presenti, in un settore popolato da famiglie con bambini, che impaurite e con i bimbi in lacrime sono precipitosamente fuggite ed hanno abbandonato lo stadio. Queste stesse famiglie sono grate ai tifosi del gruppo Torino Hooligans, per averle difese ed aver permesso loro di allontanarsi senza gravi conseguenze.

Sono stati emessi 75 provvedimenti di Daspo, denunce e sanzioni nei confronti degli appartenenti al gruppo Torino Hooligans e, nel corso di una conferenza stampa, il Questore De Matteis, il dirigente della Digos Ambra ed il dirigente della Anticrimine De Toma hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“La Curva Primavera è stata presa da noi come oggetto di esperimento sociale: doveva essere nelle intenzioni nostre e del Torino FC con cui abbiamo collaborato, un settore dello stadio Olimpico in cui avrebbero potuto sedere tifosi anche di diverse squadre, famiglie comprese, a prescindere dalla fede calcistica; avrebbe dovuto essere un posto in cui lo sport veniva interpretato come momento di spettacolo e di unione. Non è invece stato così in quanto è stata individuata da alcuni come una zona dove intervenire per far andare a male questo esperimento e chiaramente abbiamo dovuto reagire. Già poco prima di Torino-Napoli avevamo individuato la curva Primavera come obiettivo di strategie “criminali” delle tifoserie deviate e la cosa si è moltiplicata in occasione di Torino-Inter. In questa partita c’è stato un assalto premeditato a tifosi interisti che si trovavano in curva Primavera. Non abbiamo replicato ad alcune ricostruzioni di stampa che hanno descritto un quadro un po’ esagerato. Si è parlato di lame: in tutta la nostra attività non abbiamo mai riscontrato l’uso di lame. Ma abbiamo avuto riscontri sul fatto che si è voluto impedire il nostro esperimento sulla curva Primavera, un esperimento che avremmo voluto portare ad esempio in ambito nazionale. Noi vogliamo riportare il calcio a quello che deve essere, uno spettacolo di sport, che deve assicurare ad ogni persona il diritto di goderselo senza alcun problema. Lo stadio deve tornare ad essere un luogo di spettacolo sportivo e di festa”. ( De Matteis)

“E’ stato evidenziato, dopo un’attività di mesi, che all’interno della tifoseria granata c’era un gruppo particolarmente incline (i cosiddetti Torino Hooligans) ad attività antigiuridiche esternate contro le tifoserie ospiti ma anche nei confronti dei gruppi ultrà della curva Maratona. (…) Negli anni sono stati ideati degli accorgimenti, come la creazione di una zona cuscinetto tra il settore ospiti e la parte bassa della curva dove era più facile il contatto tra le tifoserie, ma anche questa decisione è stata aspramente criticata dai Torino Hooligans e abbiamo dovuto provvedere a sanzioni amministrative nei confronti di chi non voleva ottemperare a queste misure di sicurezza”. (Ambra)

“Alcuni soggetti Daspati, una decina circa, avevano avuto pregressi che attestavano la loro pericolosità sociale e dunque hanno avuto provvedimenti di durata più lunga. ”. (De Toma)

Si evince pertanto, secondo le dichiarazioni rilasciate, che in un settore di uno stadio, popolato – a detta dei dirigenti Ambra e De Toma – da pericolosissimi delinquenti che hanno provocato nel corso degli ultimi anni ogni genere di problema di ordine pubblico (La invito a farsi dettagliare quanti e quali episodi di violenza sono effettivamente successi), il Questore di Torino e la società TorinoFC, hanno deciso un “esperimento sociale”, facendo volutamente entrare in questo settore le tifoserie avversarie e mettendo a serio repentaglio l’incolumità non solo dei cosiddetti ultras, che già sarebbe grave, ma anche di tutte le famiglie presenti. Solo il caso ha fatto sì che non avesse luogo una tragedia, come facilmente può succedere quando si crea il panico in un luogo affollato.
Tifosi utilizzati come cavie, a loro insaputa, visto che nessuno era stato avvisato del cosiddetto “esperimento”.

Altra dichiarazione sconcertante è quella del dirigente della centrale di prevenzione, Orfeo :
“A proposito delle devianze a cui faceva riferimento il questore, l’indagine ha permesso di circoscrivere quali sono le caratteristiche principali di queste devianze: la contrapposizione violenta con le altre tifoserie, la difesa del territorio anche nei confronti di tifosi della stssa squadra non appartenenti a quel gruppo e l’ostilità nei confronti della società Torino FC.”

Come se essere ostili alla società calcistica per la quale si tifa e contestare la sua presidenza fosse in qualche modo giuridicamente rilevante. A meno che sia uno dei compiti delle istituzioni torinesi preoccuparsi che la tifoseria granata con libero accesso allo stadio sia solo quella favorevole al presidente del TorinoFC.

Le segnalo infine che nel corso di un incontro fra dirigenti del TorinoFC, Responsabili della Digos e rappresentanti dei Club dei tifosi del TorinoFC, avvenuto subito dopo i fatti di Torino-Inter, era stata tassativamente esclusa – da parte di Digos e TorinoFC – la futura presenza di tifoserie avversarie nella Curva Primavera, mentre ora il Questore De Matteis dichiara : “L’esperimento della curva Primavera andrà avanti: ogni tifoso, a prescindere dalla fede calcistica, potrà accedervi.”

A conferma di tutto quanto sopra esposto, La invito alla lettura dell’articolo pubblicato ieri dal quotidiano Tuttosport, a firma di Andrea Pavan “Il caos Primavera . Dura repressione nella curva del dissenso anti Cairo. La Polizia “Abbiamo fatto un esperimento sociale”

Mi auguro pertanto, egregio Ministro, che Lei si attivi per approfondire l’accaduto e Le chiedo se il suo Ministero fosse stato messo al corrente di questo “esperimento sociale” e lo avesse preventivamente autorizzato. Perché io non riesco veramente a spiegarmi come un Questore, che dovrebbe essere deputato al mantenimento dell’ordine pubblico, abbia scientemente creato una situazione di grave pericolo in una curva dove mai in precedenza erano successi disordini. Solo ipotizzando che il reale scopo fosse l’annientamento di un gruppo sgradito al TorinoFC si riesce a trovare una logica. Ma in questo caso ritengo la questione di assoluta gravità.

Preciso di non appartenere ad alcun gruppo di tifosi, di avere 60 anni e Le scrivo perché non tollero le ingiustizie, le prevaricazioni e le menzogne.

In attesa di un cortese e, mi auguro, sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

Marina Cismondi

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