Il pensiero di un tifoso:”Io mi sento un po’ più granata ma il Toro è morto”

“Eh se ci avessero dato quel rigore…”

Questo è uno dei leit motiv post derby, l’ennesimo derby perso della gestione Cairo, l’ennesimo derby in cui non segnamo nemmeno un gol e nel quale in pratica non tiriamo mai in porta, l’ennesimo derby nel quale lo stadio è per metà o quasi infestato dai parassiti, la sesta sconfitta stagionale su undici partite.

Alle sei sconfitte in campionato, vanno poi ovviamente aggiunte le altre due che ci sono costate l’eliminazione da un’Europa effimera che probabilmente potremo visitare solo con Alpitour anche l’anno prossimo, e che hanno marcato un punto di svolta nella nostra martoriata stagione.

“Siamo usciti dal campo a testa alta”

Un altro evergreen buono per tutte le stagioni.
Questa testa oramai è talmente alta che sembra quella di una giraffa.
Non si capisce però come mai dovremmo gonfiare il petto ed alzare il mento, simulando orgoglio e fierezza, quando abbiamo perso sul campo, abbiamo perso sugli spalti, e squadra e societá hanno perso tutti i valori che ci legavano ad un passato che oramai sembra esistere solo più nei nostri ricordi.

“Ripartiamo uniti…il ritiro è servito”

Ci raccontano il presidente, l’allenatore, i giocatori.
Per dove ripartiamo, di grazia ?
Per una gitarella fuori porta in zona retrocessione ?
Per un’altra stagione senza obiettivi ?
Per un altro ritiro?
Magari anche questo lo condiamo da una finta contestazione orchestrata dai soliti quattro prezzolati che hanno (s)venduto quello che una volta era il simbolo Ultras più bello del mondo?
Che importa per dove ripartiamo?
Spariamoci un po’ acidi e facciamo un bel “viaggio” con la fantasia: magari serve di più.

“Non era rigore…lo dicono tutti”

Affermano a Mordor.
D’altra parte se lo ha detto anche Balzaretti, sarà pur vero eh.
Se “lo dicono tutti” dovremo pur credere a ciò che dicono questi “tutti”.
Ci sarebbe quel piccolissimo particolare per il quale i commentatori, I giorn…. 😂😂😂😂, scusate ma mi viene da ridere nel chiamarli così, e gli opinionisti sportivi, siano per il 99,99% periodico, schierati dalla parte di chi tira loro un pezzo di pane secco.
Vendono un prodotto, sono piazzisti tanto quanto Cairo (che però vende merce scadente a prezzi elevati).
L’abitante medio di Mordor è un orco con un pistacchio al posto del cervello, quindi devi dargli sempre ragione, tenerlo buono, convincerlo che è il migliore, e far sì che continui a comprare il prodotto che vuoi vendergli.
D’altra parte lo diceva anche Umberto Agnelli poco prima che scoppiasse calciopoli: “sono state due o tre sviste arbitrali”.

Cosa resta, dopo l’ennesima presa per il culo ?
Certamente vi sono alcune certezze:

La prima sono gli applausi a fine partita, che non mancano mai.
La maratona (scritto volutamente minuscolo) somiglia sempre più ad una specie di colonia marittima per ragazzi con deficit cognitivi e problemi a relazionarsi.
Ci si va per cantare e ballare, si suona la chitarra, si vede lo spettacolo e si applaude alla fine dello stesso: manca il prete molestatore ma volendo possiamo procurarcelo con una certa facilità.

La seconda è che qualsiasi cosa succeda, non ci sarà mai fischiato un rigore a favore: non accade dal 2003…sono passati 16 anni, il che è tutto dire.

La terza è che in senso generale, il Torino FC, è finito, o forse non e mai iniziato, ma questo credo fosse chiaro da tempo.
Siamo finiti sotto tutti i punti di vista, non c’è realmente più niente da salvare: siamo in una situazione che farebbe apparire un olocausto nucleare come il disagio sulle strade per il rientro dal ponte del primo maggio.

La quarta è che se il Toro non esiste più, sostituito da un clone imbalsamato, noi ci siamo ancora.
Per “noi” intendo noi che il Toro lo amiamo, che difendiamo la sua idea tutti i giorni della nostra vita, quando scendiamo in campo e ci comportiamo bene, facendo il nostro dovere; noi che lottiamo contro le avversità, mostrando la faccia cattiva di fronte ai ladri, i prepotenti, gli sbruffoni, a quelli che ci dicono “è così perché lo dicono tutti”.
Ecco, noi non siamo quei “tutti”…noi siamo qualcosa di diverso.
Essere del Toro, oggi ancor più di ieri vuol dire soprattutto questo: siamo persone per bene in un mondo di autentici idioti.
Siamo anche dei falliti incredibili, su questo non c’è dubbio, ma chi lo ha detto che nella vita bisogna essere per forza riusciti ?

Oggi mi sento un pezzettino più granata rispetto a ieri, e mi sembra tanta roba.

Di questo devo ringraziare (a parte i gobbi, punto di riferimento costante verso il basso) anche Cairo, Mazzarri, e la stragrande maggioranza dei giocatori nonché degli applauditori seriali di sconfitte: se voi siete quanto di più lontano possa esistere dall’essere qualcosa di vagamente somigliante al Toro, io non sono come voi, e la cosa mi fa stare parecchio bene.
Se voi non siete il Toro, e per dio non lo siete, allora forse lo siamo io e tanti altri come me.

Buona domenica a tutti, e non prendetevela per ciò che è successo: chi è del Toro e sa di esserlo, vince sempre.

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