Il pensiero di un tifoso: “Noi tifosi dobbiamo tirare fuori le palle”

Non c’è niente di peggio di una squadra senza cuore, senza orgoglio e senz’anima.

Forse però qualcosa di peggio c’è…si, decisamente.

Non c’è niente di peggio di un allenatore che allena senza coraggio una squadra senza cuore, senza orgoglio e senz’anima.

Già meglio…ma in realtà a pensar bene non è nemmeno così.

Non c’è niente di peggio di un presidente che non sa cosa sia la passione, che non ha nemmeno un briciolo di amore nel cuore, e che assume e difende un allenatore che allena senza coraggio una squadra senza cuore, senza orgoglio e senz’anima.

Si, così può andare.

Mi piacerebbe che ciò che ho scritto fosse la verità, ma la realtà è che esiste una cosa nettamente peggiore: un popolo che ha perso tutto ciò che lo rendeva speciale, e che oggi si nutre di retorica andata a male.
Un popolo che si piscia nelle mutande, e che consente a tutta questa gente di cui sopra di insozzare, di lordare, di infangare la nostra storia…e di farlo impunemente.

“Tirate fuori le palle” si è soliti cantare quando le cose vanno male.
Per coerenza dovremmo rivolgere quel coro verso noi stessi.

Tiriamole fuori noi, le palle, per reclamare ciò che ci spetta.
Facciamolo subito, senza aspettare, perché la campanella è suonata e la ricreazione è finita.

Non so voi, ma se dobbiamo morire, io voglio morire in piedi.

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