Cairo:”Rivedere ripartizione diritti tv,tutti devono poter competere”


“Nel calcio, l’Italia è l’ esempio di una tendenza negativa: dieci anni fa avevamo una Serie A con un fatturato di poco inferiore alla Premier, oggi siamo stati scavalcati anche da Spagna e Germania. Un primo grande tema è la diversa ripartizione dei diritti tv, che deve essere più equilibrata, magari avvicinandoci all’Inghilterra dove il Leicester ha vinto la Premier potendo contare su oltre cento milioni di sterline dai diritti tv in un campionato in cui la prima ne aveva ricevuti 150-160».

Urbano Cairo, intervistato dalla Gazzetta dello Sport torna a chiedere una nuova revisione delle Legge Melandri sulla ripartizione dei proventi da diritti tv della Serie A e ribadisce il suo no ai progetti di una Super Lega europea, potendo contare sul supporto del presidente della Fifa, Gianni Infantino.

«Infantino è una garanzia per noi e per il calcio, perché ha a cuore il sistema in modo altruistico. Capisco che Agnelli voglia per la Juve fatturati maggiori per poter competere con le grandissime d’ Europa, ma la bussola è aumentare il livello di competizione per tutti», afferma Cairo intervistato nell’ambito del Festival dello Sport di Trento.

«Ora la grande sfida», spiega ancora il presidente del Torino, «è cercare di ridurre le distanze con le grandi del calcio europeo, per dare a tutti la possibilità di competere. Si deve andare verso un sistema più equilibrato dove c’è maggiore competitività, per cui è assurdo pensare a una super Champions che renderebbe il calcio per pochi, trasformando la Champions in un club a inviti. Se l’Atalanta chiude al terzo posto ha il diritto di andare in Champions. Il merito prima di tutto».

Cairo non sembra risparmiare appunti nemmeno ai vertici della Lega di Serie A: «In Lega abbiamo perso dieci anni. In Spagna hanno avuto uno come Tebas a capo della Liga che ha fatto un grande lavoro e ha sviluppato i ricavi dai diritti tv all’estero arrivando a un miliardo. In Italia invece questi diritti si sono sviluppati solo recentemente. Poi Tebas è uno che passa 120 notti in aereo all’anno, da noi i manager forse qualcuna per andare in vacanza. Si deve fare molto di più, andando in giro per il mondo a vendere il nostro prodotto a tutte le tv straniere».


COMMENTA L'ARTICOLO