"Mi volevano dodici squadre..." - IL TORO SIAMO NOI
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“Mi volevano dodici squadre…”


L’allenatore livornese si concentra innanzitutto sul presente lanciando un chiaro segnale all’ambiente granata: “Calma, manteniamo l’equilibrio. E’ fondamentale proprio perché arriviamo da cinque risultati utili consecutivi. Il difficile arriva ora”. Mazzarri invita tutti a restare con i piedi per terra nonostante le ultime confortanti prestazioni della sua squadra. Il Torino è atteso da tre impegni, sulla carta abbordabili, contro Chievo, Frosinone e Bologna, ma il tecnico non si fida: “Le tre partite che ci attendono andranno preparate nel modo giusto, sennò roviniamo tutto”. E poi aggiunge: “Per un allenatore è più complicato preparare una partita contro l’ultima in classifica che contro una big. Da giorni sto martellando i giocatori perché non mollino neanche un briciolo nell’attenzione e nella fame. Non ho ancora la certezza che abbiano imparato la lezione. Sono curioso di capirlo”.

Alla domanda su quale sia il vero segreto di questo Toro, Walter Mazzarri risponde così: “Mesi fa, a qualche giocatore tornai a spiegare certi esercizi come l’uno contro uno, che solitamente si apprendono durante gli anni di vivaio. E anche questo lavoro sta pagando ora”. La forza del Torino va ricercata dunque nelle piccole cose. E nel centro di allenamento, oltre al duro lavoro, qualche risata è sempre concessa: “Nkoulou un giorno si presentò con addosso un vestito che sembrava un pigiama. Così non appena lo vidi gli dissi: ascolta se mi dici dove hai comprato un vestito così bello, domani vado anch’io a comprarlo!”. Piccolezze appunto che raccontano l’armonia e l’entusiasmo che si respira in casa granata.

Mazzarri svela anche un retroscena del passato che lo ha coinvolto in prima persona: “Una decina di anni fa mi pareva di essere un rappresentante. Grazie all’incredibile salvezza con la Reggina centrata nel 2007, nonostante la zavorra della penalizzazione di 12 punti, c’erano 12 società di Serie A che mi chiamarono per propormi la conduzione delle loro squadre, a parte le grandissime squadre, mi volevano davvero tutti”.

Storie passate. Adesso il tecnico toscano ha in testa solo il Toro e ha tutta l’intenzione di concludere al meglio questa stagione. Magari assicurandosi un posto in Europa.